“Italia ormai senza ossigeno”

04/07/2003

 venerdì 4 luglio 2003
 
Pagina 10 – Economia
 
 
"Italia ormai senza ossigeno
basta annunci, passate ai fatti"
Billè striglia l´esecutivo. Marzano:declino inesistente
          Il leader Confcommercio: la nostra economia vicina alla stagnazione
          "Il Pil nel 2003 non salirà più dello 0,5 per cento, sotto la media europea"
          Dall´assemblea un lungo applauso al premier Berlusconi, dal palco le critiche

          LUCIO CILLIS


          ROMA – Un lungo, caloroso applauso riservato a Silvio Berlusconi ha aperto la sedicesima assemblea annuale di Confcommercio. Il premier, alla prima uscita ufficiale dopo il tumultuoso avvio della presidenza di turno Ue, ha gradito e ringraziato la platea. Ma sono bastati pochi minuti per misurare il solco che divide le attese dei commercianti dalle scelte del governo. Il presidente dell´associazione Sergio Billè ha descritto puntigliosamente, nella sua relazione, un quadro economico a tinte fosche, un paese "senza ossigeno", "vicino alla stagnazione". Molte le critiche partite dal palco e dirette alla prima fila, occupata dai rappresentanti dell´esecutivo (oltre al premier, Gianfranco Fini, i ministri Tremonti, Marzano, Gasparri, Martino) e dalle più alte cariche dello Stato: il presidente del Senato Marcello Pera e quello della Camera Pier Ferdinando Casini. La relazione di Billè ha passato in rassegna tutti gli incerti fondamentali economici, i problemi delle famiglie, i consumi che arrancano e ha chiesto con forza una distribuzione più equa delle risorse (anche nel Dpef) con più impegni per il settore, «vero albero motore dell´economia».
          «Il nostro paese – esordisce Billè – sopporta un rilevante carico di problemi: anche per questo si è creato un clima di palpabile e diffusa incertezza. Vorremmo guardare al futuro in positivo. Ma purtroppo non ci sono segnali che possano ancora supportare questo ottimismo. Non sappiamo nemmeno se il 2004 sarà l´anno della svolta. Molte famiglie oggi spendono solo l´indispensabile». Un incipit che va dritto al cuore della crisi. «La verità – insiste Billè – è che siamo nel pieno di una crisi turbinosa». La platea applaude. Applaude pure quando si parla di «clima politico» surriscaldato che fa male al paese. La stessa economia italiana, «ha finito con l´imballarsi» anche se il governo (la prima fila raccoglie e batte le mani) ha fatto di tutto «per tenere dritta la barra del timone…». Il governo deve realizzare «le riforme» rinunciando però «ad effetti annuncio». Servono «atti concreti: meno coloranti e più vitamina C.».
          Ampio il capitolo riservato alle banche «che nonostante la crisi godono di ottima salute mentre famiglie e imprese hanno la pancia vuota». Billè ha portato l´esempio del costo degli acquisti rateali il cui credito «raggiunge in alcuni casi un peso del 27,4%, vicino alla soglia d´interesse usuraio». Nere le prospettive economiche: «Siamo sul filo della stagnazione con un Pil che a stento, potrà crescere nel 2003 dello 0,5%, sotto la media europea». Tra gli altri problemi la caduta verticale dei consumi e la riforma urgente delle amministrazioni pubbliche che «nel 2002, hanno assorbito il 47,2% del Pil».
          Dal palco la replica piccata del ministro Marzano: «Sono stufo di sentir parlare di declino, l´Italia è un paese dove negli ultimi due anni sono stati creati 500mila posti…». E se per il vicepremier Fini «è stata una relazione equilibrata e stimolante», il leader Ds Piero Fassino parla di «una denuncia delle inadempienze del governo».