Italia la meno competitiva d´Europa

09/03/2004


MARTEDÌ 9 MARZO 2004

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 

Italia la meno competitiva d´Europa
Dossier presentato dalla presidenza irlandese. La Svezia è prima
          Ripresa, ministri e governatori Ue ottimisti ma c´è un rischio prezzi che viene dal petrolio. Bce, intesa a quattro sulle nomine

          "Il governo Berlusconi parla di riforme ma ha fatto pochi progressi"


          ROMA – L´Italia è ultima sulla rotta di Lisbona in tema di competitività, ricerca e occupazione. Uno studio di un centro privato britannico, pubblicato sul sito della presidenza irlandese, assegna alla Svezia il primato del paese più virtuoso, seguita dall´Irlanda. «L´Italia – scrive l´autore Alasdair Murray nella prefazione – è il ?cattivo´ del quadro comparativo di quest´anno…Il governo Berlusconi parla regolarmente del bisogno di riforme economiche, ma ha fatto ben pochi progressi reali. Le prestazioni economiche italiane stanno rapidamente peggiorando».
          La notizia della collocazione dell´Italia in questa graduatoria arriva nel giorno in cui prima i governatori e poi i ministri finanziari discutono di congiuntura. «Siamo avviati nella direzione di una robusta ripresa», assicurano i banchieri per bocca del responsabile della Bce, Jean Claude Trichet, preoccupati però del prezzo delle materie prime, a cominciare dal petrolio. Se sale, come sale, è senz´altro un «indicatore della forza dell´economia». Al tempo stesso però, può essere un segnale per l´inflazione. Al momento, i prezzi non sono un problema. Ma bisogna restare «vigili», per evitare che lo diventino. I loro timori sono condivisi dal commissario Ue, Pedro Solbes, preoccupato anche per la forza dell´euro: per sostenere l´economia – dichiara – servono stabilità e riforme. A suo giudizio, la ripresa Ue sarà più graduale di quel che avverrà altrove: le previsioni parlano di una crescita dello 0,3% nel primo e nel secondo trimestre.
          A Bruxelles, i ministri discutono anche di nomine alla Bce e al Fmi. Secondo il giornale tedesco Handelsblatt, Germania, Francia, Italia e Spagna avrebbero raggiunto un accordo per mantenere un proprio rappresentate fisso nel board della Banca centrale. L´intesa, che andrebbe contro il principio della rotazione dei posti, previsto dal regolamento dell´Istituto, sarebbe stata raggiunta perché a maggio scade lo spagnolo Eugenio Domingo Solans. Per la sua sostituzione si fa il nome del connazionale Josè Manuel Gonzalez-Paramo ma anche del belga Peter Praet, entrambi banchieri centrali. Se l´intesa esistesse davvero, il primo dei due dovrebbe prevalere. E se così fosse, si aprirebbe anche la strada per la nomina di un altro italiano al posto di Tommaso Padoa Schioppa che scadrà a maggio del 2005 e di un secondo tedesco in sostituzione di Otmar Issing, che scadrà tra due anni. Ma la successione di Solans ha già innescato uno scontro tra paesi grandi e piccoli: anche l´Irlanda, infatti, preme per candidare Michael G.Tutty, vicepresidente della Bei. Le nomine saranno decise «in tempo» per il consiglio europeo di fine mese.
          La nomina alla Bce si aggancia a quella del Fmi, dove deve essere sostituito il direttore, Horst Koehler. Se al suo posto dovesse andare lo spagnolo Rodrigo Rato, che è tra i candidati, sarà più difficile sostituire Solans con un altro spagnolo. Per l´Fmi è in pista anche l´Italia con Mario Draghi. Secondo alcune fonti ci sarebbero anche altri due italiani: Padoa Schioppa, appunto e Giuliano Amato che già quattro anni fa era in corsa, sponsorizzato dagli Usa. Per lui, tuttavia, si presenterebbe un problema anagrafico, avendo superato i 65 anni d´età. Gli altri candidati sono l´inglese Gordon Brown e il francese Jean Lemierre.
          A Basilea, è stata definita la nuova strategia delle banche centrali sulla compravendita di oro: a partire da settembre, cioè dalla conclusione del precedente accordo, le vendite annuali non devono superare le 500 tonnellate (400 in precedenza).