Italia, i conti non tornano Più debito e meno entrate

14/04/2010

Debito pubblico in crescita e entrate tributarie in calo: si trattasse di una lezione d’economia all’università, la si potrebbe intendere come la concatenazione di eventi più temuta da qualsiasi nazione europea, tale da mettere in dubbio la tenuta stessa dello Stato sociale. Purtroppo, quinon siamo nell’aula i qualche ateneo ma nella realtà italiana, dove le due tendenze sopra citate sono state certificate ieri dalla Banca d’Italia e dal ministero dell’Economia. E non conforta più di tanto la precisazione di quest’ultimo, secondo cui il segno meno per le entrate è legato ancora a contraccolpi, su alcune particolari imposte, della crisi «dell’anno passato » mentre l’attuale congiuntura economica «sembra orientata positivamente».
A far sperare nella ripresa, secondo il dicastero economico, è il lieve aumento del gettito Iva, l’imposta che più rapidamente risente della congiuntura (+0,8% nel primo bimestre dell’anno),ma soprattutto l’aumento degli incassi delle imposte legate alle transazioni (+3,4%) e le imposte su produzione, consumi, dogane e monopoli (+2,0%).
In realtà, è non è la prima volta che succede, i dati fiscali sfornati da Via Nazionale e dal ministero divergono. Secondo Bankitalia, che misura le entrate in base al criterio della cassa, a gennaio-febbraio il gettito è stato pari a 53,479 miliardi di euro, in calo del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2009. Meno pesante il calo invece se si guarda ai dati diffusi dal dicastero dell’Economia che misura le entrate con il metodo della competenza giuridica: -1,4% a quota
56,279 miliardi.
CALCOLI DIVERSI
Il divario tra i calcoli dei due istituti è evidente anche se si considera la differenza, tra il primo bimestre del 2010 con il primo bimestre del 2009, in valore assoluto: in due mesi il gettito fiscale ha lasciato sul terreno 1,4 miliardi di euro, secondo i dati della Banca d’Italia, e 809milioni secondo quelli del ministero dell’ Economia e Finanze. In particolare, nel primo bimestre dell’anno risulta positivo l’andamento dell’Ire, l’imposta sul reddito comunemente ancora chiamata Irpef, grazie ai rinnovi contrattuali per i lavoratori del pubblico impiego registrati nel corso del 2009. Sul fronte delle imprese si registra invece un calo del gettito per l’Ires (imposta sul reddito delle società) pari al7,3% mentre aumenta leggermente l’Irap (+0,6%) che porta nelle casse in soli due mesi oltre2miliardi di euro. Buoni i risultati nella lotta all’evasione fiscale. Nel periodo gennaio-febbraio 2010 gli incassi da ruoli relativi ad attività di accertamento e controllo hanno registrato un incremento del 39,6%. Infine un altro capitolo dolente, quello del debito pubblico. Nel me- se di febbrio è salito ancora fino aportarsi all’astronomica quota di 1.795,066 miliardi di euro, contro gli 1,788,134 miliardi del mese precedente. Un’indicazione che arriva anch’essa dai dati della Banca d’Italia. Numeri dai quali emerge che il debito aumenta per il secondo mese consecutivo e sfiora il record assoluto che era stato toccato a ottobre 2009, quando aveva raggiunto quota 1.802,179 miliardi di euro.Va ricordato che il dato diffuso ieri da Via Nazionale rappresenta il debito in valore assoluto e non è dunque valido ai fini del Patto di Stabilità europeo che invece considera il debito in rapporto al prodotto interno lordo. Ma anche con questo criterio c’è poco da stare allegri poiché il debito pubblico italiano a febbraio risulta in crescita dello 0,3% rispetto al mese precedente e del5%rispetto a febbraio 2009.