«Italia, deficit oltre il 3%»

13/04/2005

    mercoledì 13 aprile 2005

    Pagina 2 – Economia

    «Italia, deficit oltre il 3%
    procedura entro giugno»
    La Ue avvisa il governo: a rischio il bilancio 2005
    Il commissario Almunia "Non rispettati i criteri del Trattato di Maastricht"
    Bruxelles presenterà entro due mesi una relazione all´Ecofin Sotto esame anche Lisbona

      dal nostro inviato
      Franco Papitto

        LUSSEMBURGO – Partirà entro giugno la procedura europea nei confronti dell´Italia per «deficit eccessivo». Lo ha annunciato ieri a Lussemburgo Joaquin Almunia, il commissario europeo responsabile degli Affari economici e monetari. «In ogni caso – ha detto Almunia – ho intenzione di presentare un rapporto alla Commissione ai sensi dell´art. 104.3».

        Il testo citato dal commissario è contenuto nel Trattato di Maastricht, e recita: «Se uno Stato membro non rispetta i requisiti previsti da uno o entrambi i criteri (deficit-pil sotto il 3 per cento e debito pubblico in discesa verso il 60) la Commissione prepara una relazione». E´ dunque il primo passo della procedura comunitaria che Siniscalco tenta in ogni modo di scongiurare e che ieri invece Almunia ha confermato indicandone anche i tempi.

        Nell´elaborazione del suo rapporto, la Commissione deve tener conto di una serie di fattori «significativi» come la qualità della spesa pubblica – se si tratta di partite correnti o di investimenti – la posizione economica e di bilancio a medio termine. La riforma adottata il mese scorso dai capi di Stato e di governo ha aggiunto a tutto questo «tutti gli altri fattori rilevanti».

        Il campo, dunque, è stato ampliato di molto ma resta il fatto che la procedura d´infrazione partirà. Poi spetterà al Consiglio Ecofin valutare il testo della Commissione e decidere le misure che l´Italia dovrà adottare per rientrare nei ranghi. Dopo la sconfitta alle regionali e a un anno dalle elezioni politiche, per la maggioranza di governo non sono buone notizie. Siniscalco lo sa e reagisce come può, accusando anche Almunia di avergli taciuto le sue intenzioni nell´incontro bilaterale avuto ieri mattina. Puntigliosa la successiva precisazione del commissario Ue: «Ho informato prima di tutti il ministro Siniscalco».

        «Stiamo aspettando i risultati delle discussioni sulle riclassificazioni statistiche in particolare per il 2004», ha detto Almunia, «ma siamo preoccupati sin da ora per le previsioni economiche da noi pubblicate la scorsa settimana e che segnalano un possibile deficit 2005 sopra il 3 per cento del pil e sopra il 4 per l´anno prossimo». Poi il commissario ha ricordato che l´art. 104.3 fa obbligo alla Commissione di presentare rapporto all´Ecofin anche di fronte al semplice «rischio» di deficit eccessivo. E il rischio, nel caso italiano, appare più che acclarato. La Commissione, dunque, «farà il suo dovere» ben sapendo che la decisione finale spetta poi al Consiglio Ecofin.

        Anche nel caso del Portogallo ci sarà un rapporto, ha annunciato Almunia, perché il deficit di Lisbona potrebbe giungere al 4,9 per cento. In maggio dovrebbe essere chiusa, invece, la procedura in essere contro l´Olanda che già l´anno scorso ha ricondotto il deficit sotto il 3 per cento. Un plauso è stato espresso al governo di Atene che ha adottato misure per riportare sotto controllo il deficit nel 2006.

          Buona parte della riunione di ieri è stata assorbita dalle preoccupazioni per l´aumento dei prezzi del petrolio. «I livelli attuali – ha detto il presidente Juncker – cominciano a pesare sulla possibilità di avere una crescita più sostenuta in Europa e nel mondo». Forse, ha aggiunto, «abbiamo sottostimato l´evoluzione dei prezzi che dall´inizio dell´anno sono aumentati del 40 per cento». A qualche giorno dalla riunione del G7 a Washington, i ministri finanziari hanno auspicato un ridimensionamento delle quotazioni dell´euro nei confronti delle monete asiatiche. «Un apprezzamento ordinato di certe monete asiatiche è assolutamente necessario», ha detto Juncker a conclusione dei lavori.