“Istat” Una famiglia su due sotto i 1800 euro

02/01/2007
    venerdì 29 dicembre 2006

      Pagina 6 -Primo Piano

      Rapporto
      L’incubo povertà

        Una famiglia su due sotto i 1800 euro

          L’Istat: il 15 per cento fatica ad arrivare a fine mese

            FLAVIA AMABILE

              ROMA
              Lo conferma anche l’Istat: gli italiani sono sempre più poveri. Alla fine del 2005 il 14,7% delle famiglie italiane ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese e il 28,9% di non essere in grado di far fronte ad una spesa di 600 euro, se non prevista.

                Sono alcuni dei dati dell’indagine dell’Istituto di statistica «Reddito e condizioni di vita». Dati che diventano anche più allarmanti, se ci si concentra su quanto accade al Sud, dove è il 22,8% a sostenere di faticare in vista del 30 di ogni mese e la percentuale di chi si dice disperato per le «uscite» impreviste sale al 42,5%. In totale il reddito medio delle famiglie che abitano nelle regioni del Sud e nelle isole è pari a circa tre quarti del reddito delle famiglie residenti al Nord. I maggiori problemi sono in Sicilia, dove il 50,5% delle famiglie non riesce a sostenere spese impreviste e in Puglia, dove il 9,8% dichiara di aver avuto difficoltà per gli acquisti di generi alimentari. Ma a non riuscire a far quadrare i conti di casa sono in tanti. Nel 2004 la metà delle famiglie italiane aveva percepito un reddito inferiore a 22.353 euro l’anno, pari a 1.863 euro al mese. Se è evidente che il reddito familiare medio varia rispetto al tipo di lavoro, alla tipologia familiare, al grado di istruzione e al territorio, si scopre che se la passano meglio le famiglie in cui il lavoro autonomo costituisce il reddito principale, quelle in cui il livello di istruzione del lavoratore è più alto oppure, ancora, se a portare i soldi in casa è un uomo (quando il principale «percettore» è una donna, le cifre diminuiscono del 26% in media).

                  In almeno un’occasione, nel 2005, quasi una famiglia su 10 (il 9%) si è trovata in arretrato con il pagamento delle bollette e una su 20 (il 5,8%) non ha avuto i soldi per comprare il cibo necessario. Inoltre il 12% è stato in difficoltà nel pagare le spese mediche e il 17,8 per comprare vestiti. Il 10,9%, poi, ha dichiarato di non potersi permettere di riscaldare adeguatamente l’abitazione. E quasi quattro famiglie su 10 dichiarano di non potersi permettere una settimana di ferie l’anno. Con punte che sfiorano il 50% tra i pensionati e i nuclei numerosi. La Lombardia presenta il reddito medio più alto (32.313 euro) e tutte le Regioni centro-settentrionali hanno un reddito superiore alla media nazionale, ad eccezione della Liguria e dell’Umbria. Il reddito medio familiare più basso si è misurato in Sicilia (20.996 euro), mentre in Molise almeno il 50% delle famiglie ha percepito meno di 19.375 euro, ovvero non più di 1.614 euro mensili. Inevitabile che all’aumento della povertà corrisponda un aumento di coloro che si indebitano per comprare i mobili di casa o l’auto. Non tutti, però, riescono a onorare le scadenze. Il 14,4% dei nuclei familiari si ritrova, almeno una volta l’anno, in difficoltà al momento del pagamento soprattutto al Sud e nelle isole, dove la percentuale di famiglie che non riescono a saldare il debito rateizzato sfiora il il 25%. Nel commentare questi dati nel governo non sembra esserci molto accordo. Il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero (Prc), ha chiesto un maggiore impegno ai suoi colleghi, avvertendo che è questa l’emergenza di cui occuparsi nel 2007: «E’ sulla povertà che si deve intervenire. Si devono affrontare le grandi questioni sociali – ha spiegato – sostenendo con forza le forme di redistribuzione del reddito». Per il ministro della Famiglia, Rosi Bindi, invece, la strada seguita con la Finanziaria appena approvata è quella giusta: «I dati confermano che la scelta del governo di investire 3 miliardi di euro nella rimodulazione dell’Irpef e 3 miliardi per aumentare, già a partire dalla busta paga di gennaio, gli assegni familiari e le detrazioni fiscali per le famiglie con figli»