“Istat” Sette milioni e mezzo in sofferenza

22/05/2007
    martedì 22 maggio 2007

    Pagina 3 – Interni

      I DATI

        Al Sud una famiglia su quattro è povera, contro il 7,3% del Centro e il 4,7 del Nord

          Sette milioni e mezzo in sofferenza
          la soglia critica è a quota 920 euro

            ROMA – Quando si può considerare povera una famiglia italiana? Secondo l´ultimo rapporto pubblicato in proposito dall´Istat, quando si vive in due, sotto lo stesso tetto, con poco meno di 920 euro. Un tetto che gli statistici aggiornano ogni anno e che serve a spartire in due la popolazione italiana. Chi sta sopra non è considerato ufficialmente povero, chi sta sotto sì. Chiaramente il limite si sposta in base al numero dei componenti e tenendo conto di tutto ciò l´Istat considera poveri 7 milioni 588 mila italiani, l´11, 7 per cento delle famiglie (i dati sono riferiti al 2004).

            Ma se al Nord a vivere sotto la soglia sono solo il 4,7 dei nuclei (per lo più famiglie formate da anziani), al Centro si sale al 7,3 e nel Mezzogiorno addirittura al 25 per cento. Nelle regioni meridionali, dunque, una famiglia su quattro, non ce la fa.

            A far scivolare in basso la qualità della vita, spesso è il numero dei figli: su 100 famiglie con un figlio se ne possono definire povere 4,8; su 100 con tre o più figli sono tali 24,5. Ma se si prende in considerazione solo il Sud la quota – in questo caso – lievita al 41 per cento.

            A pesare però è anche la qualificazione professionale della persona di riferimento: in Italia risulta povero il 9,3 per cento dei nuclei dove il capofamiglia è un lavoratore dipendente, il 7,5 di quelli guidati da un lavoratore autonomo e il 13,1 per cento di quelli che fanno riferimento ad un pensionato.

            La povertà di fatto, risulta in aumento. Una recente indagine effettuata dalla commissione Affari Sociali della Camera sulla condizione di vita delle famiglie italiane (dati 2005) certifica che la metà delle famiglie vive con entrate che comunque non superano i 1800 euro al mese. Il 14,7 confessa di arrivare alla fine del mese con molte difficoltà, il 28,9 di non essere in grado di fronteggiare una spesa di 600 euro se non prevista. Ne risulta – analizza la Commissione – un costante invecchiamento e restringimento delle famiglie: dal 1994 al 2005 la quota di quelle con cinque componenti è scesa dall´8,4 al 6,5. Sono invece in ascesa le persone sole e le coppie senza figli. Ma anche fra le persone sole, in particolare se donne over 65 anni, la miseria è in agguato: in un solo anno – dal 2003 al 2004 – la percentuale di povertà è salita dal 4,2 al 10 per cento.

            (l.gr.)