“Istat” Sette milioni e mezzo di poveri

12/10/2006
    gioved� 12 ottobre 2006

    Pagina 8 – Interni

      Sette milioni e mezzo di poveri.
      Al Nord colpiti i giovani, al Sud tutti

        Nel meridione �coinvolto� il 70% delle famiglie. Il ministro Ferrero: �Una situazione drammatica per molti, la Finanziaria li aiuter�

          di Roberto Rossi/ Roma

          WORKING POOR In Italia i poveri sono 7 milioni e 577 mila. Il 13,1% dell’intera popolazione, l’11,1% delle famiglie residenti. Rispetto al 2004 non sono aumentati n� diminuiti. Semmai sono cambiati. Al nord soprattutto. Dove essere poveri, secondo un’indagine dell’Istat presentata ieri a Roma, significa sempre pi� essere giovani, con un lavoro dipendente e un titolo di studio medio alto.

          Tecnicamente sono chiamati working poor. Rappresentano una fetta della popolazione che lavora per un salario che li colloca al di sotto del livello di povert� (una soglia convenzionale che individua il valore di spesa per consumi pari a 936,58 euro al mese). Un fenomeno presente soprattutto al nord dove, in un solo anno, le famiglie povere con a capo un giovane con meno di 35 anni sono passate dal 2,6% al 4,8% e quelle con a capo un lavoratore dipendente da 3,5% a 4,2%. Eppure, a livello nazionale, i fattori che concorrono a determinare la povert� sono di tutt’altra natura: un elevato numero di familiari, la presenza di figli – soprattutto se minori -, quella di anziani, cos� come un basso livello di istruzione e una ridotta partecipazione al mercato del lavoro.

          Nel sud dove risiedono il 70% della famiglie povere italiane, la figura dell’indigente risponde a questa tipologia. In generale, le famiglie con cinque o pi� componenti presentano livelli di povert� pi� elevati: in Italia il 26,2% di queste famiglie vive in povert�, il 39,2% sono nel Mezzogiorno del Paese.

          Scendendo nel dettaglio regionale, la povert� relativa risulta meno diffusa in Emilia Romagna (2,5%), in Lombardia, in Veneto e nella provincia di Bolzano (tutti inferiori al 4,5%). Pi� elevate sono le incidenze osservate in tutte le altre regioni del centro-nord: dal 4,6% della Toscana al 7,3% dell’Umbria. La situazione pi� grave � quella delle famiglie campane (l’incidenza � del 27%) e siciliane (30,8%).

          Le difficolt� economiche si fanno ancor pi� evidenti quando ci sono figli minori. L’incidenza di povert�, che � pari al 13,6% se in famiglia ci sono due figli e al 24,5% se i figli sono tre o pi�, sale rispettivamente al 17,2% e al 27,8% quando i figli sono di et� inferiore ai 18 anni. Al sud � povero circa il 42,7% delle famiglie con tre o pi� figli minori.

          Livelli di povert� superiori alla media si riscontrano, invece, tra i genitori soli (13,4%), in particolare nel nord, dove le famiglie monogenitore povere sono il 5,8% contro una media ripartizionale del 4,5%.

          Anche la popolazione anziana, meno povera rispetto al 2004, mostra un disagio diffuso: tra le famiglie con almeno un anziano l’incidenza di povert� (13,6%) � superiore di oltre due punti percentuali alla media nazionale e sale al 15,2% tra quelle con almeno due ultrasessantaquattrenni.

          C’� anche un legame tra povert� e lavoro: oltre un quarto delle famiglie con almeno una persona in cerca di occupazione vive in povert� relativa e si sfiora addirittura il 40% se a cercare lavoro sono due o pi� persone.

          E mentre il ministro per la Solidariet� sociale Paolo Ferrero parla di una �situazione drammatica� per large fasce della popolazione che �la Finanziaria aiuter�, c’� da ricordare come in Italia 1 famiglia su 10 (1 su 5 solo al Sud) viva al limite della soglia. Statisticamente non rilevate, socialmente disagiate.