“Istat” Rimbalzano le vendite al dettaglio

22/07/2005
    venerdì 22 luglio 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 21

    LA SPESA DELLE FAMIGLIE Per l’Istat a maggio l’aumento è stato dello 0,7% su base mensile, il più alto da un anno – Parla Marco Venturi (Confesercenti)

      Rimbalzano le vendite al dettaglio

        Incremento dello 0,8% per i prodotti alimentari e dell’ 1% per il «non food» Isae: a luglio giù la fiducia dei consumatori

        ELIO PAGNOTTA

          ROMA • Vendite al dettaglio in leggera ripresa anche se la dinamica dei consumi rimane fiacca. In maggio, infatti, il valore delle vendite è aumentato rispetto alla rilevazione di aprile segnando anche il risultato migliore su base mensile (+ 0,7%) da giugno 2004. Tuttavia, nonostante questo incremento, il valore delle vendite non ha superato il punto percentuale, scendendo così a livelli che, pur tenendo conto di un’inflazione stabile al di sotto del 2%, si è tradotto in termini reali in un taglio attorno al punto percentuale.

          La domanda interna conferma insomma di essere ferma. Secondo l’Istat, in maggio le vendite al dettaglio hanno fatto registrare un incremento limitato allo 0,9% su base annua.
          L’insoddisfacente crescita che si è verificata in maggio molto probabilmente indurrà la domanda interna a rimandare la riprese. Per quanto le vendite siano aumentate dello 0,8% nel settore alimentare e dell’ 1% nel comparto non food, e variazioni positive si segnalano pure per pelli e calzature (+ 3,3%), foto ottica (+ 1,9%) e utensileria per la casa (+ 1,8%).

          Le difficoltà innescate dal continuo rialzo dei prezzi petroliferi sono infatti destinate a farsi sentire anche nei prossimi mesi. La depressa dinamica delle vendite sembra per di più destinata ad estendersi a tutti i settori. La ripresa rallentata è del resto confermata dalla dinamica del dato destagionalizzato: tra aprile e maggio infatti le vendite non sono andare oltre una crescita dello 0,7 per cento.

          Da aggiungere che in maggio la situazione si è appesantita in tutte le ripartizioni ad eccezione delle regioni centrali, dove è stata registrata invece una crescita del 2,2 per cento.

          La grande distribuzione procede piuttosto stancamente e ha limitato la sua espansione allo 0,9 per cento. Sempre più stentata la dinamica delle imprese che operano su piccole superfici, che hanno dovuto fare i conti con una contrazione dell’ 1,4%. Nell’ambito della grande distribuzione, ad accusare un pesante passo falso sono stati gli ipermercati, che hanno perso il 3,6 per cento. Aumenti si segnalano invece negli altri settori, con una punta dell’ 8,8% per gli esercizi specializzati. Sopra la media gli hard discount, dove le vendite sono salite del 2,4 per cento.

          «Come c’eravamo sorpresi, amareggiati per il mese precedente, così ora non dobbiamo gloriarci eccessivamente per questo dato» , ha commentato il presidente della Confcommercio Sergio Billè invitando a una lettura prudente dei numeri.

            Non va meglio con l’indice sulla fiducia dei consumatori. Secondo l’Isae infatti a luglio l’indice destagionalizzato è calato a 100,9 (da 102,9) punti, segnando un minimo dal giugno dello scorso anno. L’indice grezzo scende da 104,7 a 102,8, quello corretto si attesta a 101,6 (da 102,7 dello scorso mese), sui minimi degli ultimi dodici mesi.
            L’Isae spiega che il deterioramento è dovuto quasi esclusivamente a valutazioni sfavorevoli sulle possibilità future di risparmio e sull’attuale convenienza ad acquistare beni durevoli. Restano inoltre prudenti le valutazioni sul quadro economico generale che tuttavia registrano «un lieve progresso» (da 76 a 76,4) dopo i forti cali degli ultimi mesi.