Istat pronto a rinnovare il «paniere»

06/09/2002



          6 settembre 2002


          ITALIA-ECONOMIA
          Istat pronto a rinnovare il «paniere»
          R.Boc.


          ROMA – L’Istat è sempre pronto a modificare il paniere che fa da base al calcolo dell’indice dei prezzi al consumo, purché «si dimostri scientificamente che alcune cose, come la Rc auto o altre, vadano riviste». Lo ha detto il presidente dell’Istat, Luigi Biggeri, parlando a margine di un convegno, alla vigilia dell’incontro con le associazioni dei consumatori che si terrà oggi alle 10, incontro voluto dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano. «Prenderemo in considerazione le indicazioni che scientificamente possono modificare il paniere, che comunque alla fine di dicembre rivediamo. Tutti gli anni e tutti i mesi – ha aggiunto Biggeri – dobbiamo migliorare la qualità dell’informazione statistica pubblica, che altrimenti non avrebbe ragione di esistere». Il presidente dell’Istat ha ricordato le affermazioni del ministro Marzano che mercoledì aveva sottolineato come «non si può modificare l’indice generale dei prezzi per fasce di famiglie, ma si può fare un’analisi dell’effetto dell’aumento dei prezzi sulle diverse fasce di famiglie». Biggeri è d’accordo sull’ipotesi di realizzare questo tipo di calcoli per agevolare l’attuazione delle politiche fiscali del Governo. Intanto la Confesercenti e l’Intesa dei consumatori (alla quale aderiscono Codacons,Adusbef, Federconsumatori e Adoc) hanno presentato ieri l’elenco dei circa 40 prodotti del paniere a prezzi "frenati" attraverso il blocco fino al 31 dicembre 2002, frutto dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra le due associazioni. «Noi speriamo che questa iniziativa si traduca in una riduzione dello 0,1-0,2% sul tasso di inflazione», ha spiegato Carlo Rienzi del Codacons. «È una risposta alle famiglie meno abbienti. Questa iniziativa può ridare fiducia ai consumatori», ha ribadito Marco Venturi, presidente della Confesercenti. L’iniziativa Confesercenti-Intesa, che verrà avviata entro due settimane, prevede il blocco dei prezzi per quattro categorie di beni di largo consumo (alimentari, carni, articoli per la casa e abbigliamento) e per i bar (caffè, cappuccino, cornetto) e le pizzerie (pizza margherita e bibite). All’elenco degli alimentari si aggiungono alcuni prodotti ortofrutticoli per i quali il prezzo è collegato alle variazioni dei costi alla produzione. I commercianti che vorranno aderire esporranno un bollino verde, con il logo ideato per l’iniziativa. Immediata la risposta della Coalizione dei consumatori che giudica l’iniziativa «una vera e propria beffa per i consumatori». La querelle tra i due gruppi consumeristi verte sul rapporto con i commercianti: mentre l’Intesa tende a trovare accordi con gli esercenti, la Coalizione propone misure sanzionatorie e deterrenti verso i commercianti «che fanno i furbi». Nel frattempo, l’idea di adottare un comportamento virtuoso per cogliere un buon ritorno d’immagine ha fatto scuola e anche gli ipermercati Panorama e i supermercati Pam hanno deciso di fermare i prezzi di oltre 300 articoli di marca (alimentari e prodotti per l’igiene) fino al 31 dicembre.