“Istat” Pensioni sotto esame: la spesa cresce del 3,3%

18/12/2006
    sabato 16 dicembre 2006

      Pagina 3 – Economia/Oggi

      Pensioni sotto esame: la spesa cresce
      del 3,3% e rappresenta oltre il 15% del Pil

        Rapporto Istat: nel 2005 sono stati investiti 215 miliardi di euro per assistere 23,3 milioni di cittadini. La dinamica previdenziale sul tavolo di gennaio

          EQUILIBRIO Continua a crescere la spesa previdenziale, che tra il 2004 e il 2005 ha messo a segno un aumento del 3,3%. A fronte dei 23,3 milioni di prestazioni pensionistiche e assistenziali erogate al 31 dicembre 2005, infatti, la spesa complessiva � stata pari a circa 215 miliardi di euro.

          Vale a dire, il 15,16% del prodotto interno lordo nazionale. � quanto emerge dalla rilevazione annuale sui trattamenti pensionistici condotta dall’Istat in collaborazione con l’Inps. In particolare, al Sud si concentra la maggior parte delle pensioni assistenziali, con il 44,1% sul totale, contro il 35,3% del Nord e il 20,6% del Centro: considerando il numero di pensioni assistenziali erogate ogni mille abitanti, dunque, nel Mezzogiorno si arriva a quota 82 persone, per scendere alle 70 del Centro e alle 51 del Nord.

          Nel Settentrione, invece, viene erogato il 51,3% delle pensioni di invalidit�, vecchiaia e superstiti (Ivs), mentre quelle di indennit� sono versate per il 44,1% al Nord, per il 31,7% al Sud e per il 24,2% al Centro.

          In generale, anche se bisogna tenere conto della diversa distribuzione della popolazione sul territorio, nelle regioni settentrionali si concentra la maggior parte delle prestazioni pensionistiche, pari al 48,3%, e della spesa erogata, corrispondente al 51,3%. Al Sud le pensioni erogate sono il 31,2% del totale per una spesa che raggiunge il 27,3% del valore complessivo, mentre il centro detiene quote inferiori, rispettivamente del 20,5% e del 21,4%.

          Ben pi� notevoli, invece, sono le differenziazioni tra il pubblico e il privato. Se la prestazione media ammonta a 9.239 euro, gli importi medi annui erogati nel comparto pubblico sono circa il doppio di quelli erogati nel privato, pari rispettivamente a 18.051 e 9.036 euro.

          Dati che ripropongono, dunque, con urgenza l’esigenza di una riforma del sistema previdenziale che ne assicuri la tenuta a fronte del progressivo invecchiamento della popolazione italiana.

          A quanti chiedono tagli ed allungamenti indiscriminati dell’et� pensionabile, ha risposto per� il ministro del Lavoro: �Il tema della pensioni � delicato, non credo che si debba pensare a risparmi pensionistici per sanare il debito. Il problema � tenere il sistema in equilibrio�. Secondo Cesare Damiano, sar� indispensabile la concertazione con le parti sociali per costruire un percorso che conduca all’equilibrio del sistema �per chi va in pensione ora e per i nostri figli che ci andranno tra 40 anni�.

          I primi passi in tal senso sono gi� stati compiuti: �Abbiamo un memorandum sottoscritto con le parti sociali che � il punto di riferimento per aprire la discussione. Verificheremo i dati al momento opportuno per sapere come stanno le cose sul profilo contabile. Sar� preparato uno schema contabile per l’inizio dell’anno per preparare la discussione�.

          Un primo tema caldo � gi� all’ordine del giorno, visto che dal primo gennaio del 2008, secondo quanto disposto dalla riforma Maroni, l’et� pensionabile con 35 anni di contributi salir� a 60: �Non intendo alzare il gradino di 60 anni, semmai vorrei consentire a chi ha 35 anni di contributi di andare in pensione anche prima. L’entit� del prima dipender� dalle risorse disponibili e dal costo dell’operazione� ha precisato Damiano, che immagina anche �una corsia preferenziale per i lavoratori che svolgono lavori particolarmente usuranti�.