Istat: nel 2001 spesa previdenziale a +4,8%

17/07/2002


17 luglio 2002



Istat: nel 2001 spesa previdenziale a +4,8%
ROMA – La spesa complessiva per pensioni e prestazioni assistenziali è cresciuta del 4,8% nel 2001, passando da 173.822 milioni di euro a 182.125 milioni, con un incremento reale del 2,1 per cento. Lo segnala l’Istat nella sua rilevazione annuale sulle prestazioni pensionistiche che per la prima volta è stata realizzata sulla base dell’archivio amministrativo Inps. I dati Istat, come anticipato dal Sole-24 Ore, consentono di visualizzare il fatto che il rapporto fra prestazioni previdenziali e Pil resta inchiodato intorno al 15% del Pil: per l’esattezza è passato dal 14,92% del Pil del 2000 al 14,97% nel 2001. Più pensioni che lavoratori. Sono 22,2 milioni le pensioni erogate nel 2001, più del numero dei lavoratori in attività (21,7 milioni). Ogni pensionato (circa 16,4 milioni) ha in media 1,3 assegni. Il numero dei trattamenti è cresciuto dello 0,8%. La quasi totalità dei trattamenti (21,8 milioni) viene erogata da istituzioni pubbliche. L’importo medio annuo è di 8.200 euro: molto più alto per le pensioni di invalidità, vecchiaia o superstiti (9.137 euro) rispetto a quello per gli assegni indennitari (3.553 euro) e quelli assistenziali (4.084 euro). Al nord la metà della spesa. Il 49,1% delle prestazioni e il 51,8% della spesa si concentrano al Nord, soprattutto grazie ai trattamenti di anzianità. Al Sud si spende il 26,6% del totale (30,2% delle prestazioni) mentre nel Centro la spesa è al 21,5%. Le pensioni assistenziali vengono erogate soprattutto nel Sud (42,5%). Pubblico e privato. La maggior parte dei trattamenti previdenziali viene erogata nel comparto privato (16,9 milioni di prestazioni per 130.170 milioni di euro). Nel pubblico il numero degli assegni è pari a 2,5 milioni (2.522.175) per una spesa annua di 40.609 milioni di euro. Nel settore pubblico il tasso di crescita della spesa è molto più elevato (+6,5%) rispetto al privato (+4,7%) soprattutto grazie all’aumento del numero di trattamenti (+3,8% nel pubblico, +0,2% nel privato). Di pensioni si occupa anche la Corte dei conti nel suo Rendiconto generale, dove si sottolinea che il 2001 può considerarsi l’anno del decollo della previdenza complementare che, ormai, «inizia a svolgere nei fatti il ruolo di cerniera fra mondo del lavoro e mercato finanziario». Infatti, pur in una congiuntura difficile, rilevano i magistrati contabili «i fondi pensione hanno tuttavia mostrato una solidità di fondo che è di buon auspicio per il contribuito che essi potranno offrire, raggiunte dimensioni adeguate, alla realizzazione di un sistema previdenziale adeguato sia alle aspettative dei lavoratori sia alla stabilità del sistema finanziario».

R.Boc.