“Istat” M.Venturi: «Ma la ripresa resta lontana»

22/07/2005
    venerdì 22 luglio 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 21

    LA SPESA DELLE FAMIGLIE Per l’Istat a maggio l’aumento è stato dello 0,7% su base mensile, il più alto da un anno – Parla Marco Venturi (Confesercenti)

      «Ma la ripresa resta lontana»

        SERENA UCCELLO

          MILANO • I dati dell’Istat sulle vendite al dettaglio per la prima volta dopo mesi hanno il segno più, ma per Marco Venturi (58 anni), numero uno della Confesercenti, la situazione resta «tragica» .

          Ma l’Istat registra un incremento a maggio dell’ 0,7% rispetto ad aprile e dello 0,9% rispetto allo stesso mese del 2004?

            Certo, il dato deve però essere letto confrontandolo con l’inflazione. È chiaro allora che con un’inflazione all’ 1,9% , in dato sulle vendite resta sempre negativo: 1,3% a maggio su aprile e 1% rispetto al 2004. E questo dato diventa ancora più critico se si prendono in considerazione le piccole imprese, in questo caso la flessione arriva addirittura al 3,3 per cento. Bisogna, dunque, guardare ai risultati reali.

            Quindi nessuna ripresa?

              Rispetto ad aprile il passo indietro è stato meno rilevante. Si è alleggerita, se pur di poco, una situazione particolarmente pesante. Lo scorso mese avevamo registrato un vero e proprio crollo, si può dire che rispetto alla tragedia di aprile, maggio è stato un po’ meno tragico.

              Lei usa parole forti.

              Sì perché non vediamo la fine del tunnel, e anche i saldi non hanno avuto i risultati che speravamo.

              Avete già dei numeri su come stanno andando?

                Ancora no. Abbiamo però visto che dopo l’euforia dei primi giorni, esattamente come l’anno scorso, c’è stata poi una brusca flessione. Al momento tuttavia è ancora difficile quantificare questo calo e soprattutto fare un confronto con il 2004.

                I dati dell’Istat segnalano un elemento che per voi è sicuramente positivo: se infatti gli ipermercati soffrono i negozi "specializzati" invece sono in crescita. Come valuta questa tendenza?

                  Si tratta di un meccanismo psicologico che scatta quando la crisi spinge i consumatori a scelte più attente. In queste situazioni i clienti preferiscono i negozi specializzati perché pensano di avere più assortimento, più possibilità di scelta.

                  Il quadro che lei delinea è tutto a tinte scure. Nessuna prospettiva dunque?

                    Per dirlo bisognerebbe saper leggere il futuro. Sicuramente è difficile intravvedere delle prospettive se mancano gli interventi. In questi giorni ad esempio si sta discutendo del documento di programmazione economica, e non vediamo in cantiere nessun intervento significativo. Le carenze strutturali del Paese non sono state affrontate, tutte le misure prese in considerazioni sono azioni sporadiche, come qualche aggiustamento fiscale il cui unico risultato è stato l’appesantimento dei conti pubblici. Quanto al taglio dell’Irap si tratta di un intervento che va a sostegno delle grandi imprese, in particolare del Nord, quelle cioè dove si concentra l’occupazione. «La situazione è solo meno tragica rispetto ad aprile e se consideriamo il caro vita i numeri sono negativi È ancora lontana l’uscita dal tunnel»