“Istat” L’industria accelera il passo

20/12/2006
    mercoled� 20 dicembre 2006

    Pagina 5 – Economia/Oggi

    Ordini e fatturato boom
    l’industria accelera il passo

      I dati di ottobre segnalano un forte progresso sul 2005
      Bersani: � il momento di riprendere la strada dello sviluppo

        di Laura Matteucci / Milano

        CHIAMALO BOOM Un exploit che non si registrava da tempo. Dopo i dati sulla produzione industriale, positivi, quelli di fatturato e ordinativi, ancora meglio: in ottobre l’industria italiana segna un +13,4% per il fatturato e +16% per gli ordinativi rispetto ad ottobre 2005. Il settore dell’auto fattura quasi il 18% in pi� sull’anno scorso, con ordini a +10%.

        L’Istat conferma il clima di ripresa in atto: il fatturato industriale complessivo � aumentato del 12,2% sul mercato interno e del 16,4% su quello estero, mentre per gli ordinativi la crescita tendenziale deriva da un incremento del 17% sul mercato interno e del 14,1 su quello estero.
        Su base mensile, per�, gli ordinativi arretrano (-0,2%), mentre il fatturato cresce dell’1,1%.

        L’aumento riguarda anche i primi dieci mesi dell’anno: fatturato a +8,9%, ordinativi a +11,6.

        Per il ministro allo Sviluppo, Pierluigi Bersani, adesso l’Italia �ha bisogno di una grande operazione culturale che riaccenda nel paese il gusto per l’industria�, come base della �strategia di sostegno e rilancio della competitivit�.

        A ottobre cresce anche l’indice del fatturato dei beni di consumo (+11,1% sull’anno). Identica la tendenza rispetto a settembre, con una variazione positiva del 2,7% per i beni di consumo.

        Vediamo i singoli settori: balzo del fatturato pi� marcato nella produzione di metallo (+25%), di macchine e apparecchi meccanici (+23,5), di mezzi di trasporto (+22,4) e delle industrie delle pelli e delle calzature (+20,9). L’unica diminuzione riguarda il settore delle raffinerie di petrolio (-11). Nello stesso periodo, ordinativi in crescita in tutti i settori: produzione e prodotti in metallo (+25,7), industrie tessili e dell’abbigliamento (+20) e produzione di mezzi di trasporto (+19,5).

        L’ Istat parla di aumento anche per lo stesso numero di imprese (+93mila unit� dal 2001 al 2004), con un incremento di 818mila posti di lavoro. Bene soprattutto i servizi alle imprese (+111mila unit�), e le costruzioni (+36mila), mentre si riducono le aziende attive nel commercio (-39mila) e nelle industrie manifatturiere (-26mila).

        L’Istat inoltre conferma il calo dell’occupazione nei comuni con oltre 250mila abitanti, il cui peso � pari nel 2004 al 19,6% del totale (19,7 nel 2001). Si conferma anche la crescita occupazionale nei comuni tra 10mila e 250mila abitanti, che assorbono il 51,9% dei posti di lavoro (51,6% nel 2001). Fra le grandi realt�, Roma, Napoli, Palermo e Catania mostrano un incremento del loro peso in termini di occupazione, il contrario si registra per Torino, Bologna, Firenze e Genova.

        Scomponendo il dato relativo al peso occupazionale per area geografica, il nord presenta un calo maggiore rispetto alla media nazionale nell’ambito delle attivit� manifatturiere (-3 punti percentuali il nord-ovest e -2,9 il nord-est). Nel sud e nelle isole la pi� elevata quota di addetti nel commercio.

        Fra i settori che vedono aumentare il loro peso occupazionale, quello degli alberghi e ristoranti registra incrementi maggiori nel nord-est (+1,2%), quello dei servizi alle imprese nel centro (+ 1,6). Al contrario, il settore manifatturiero riduce considerevolmente il proprio peso occupazionale, passando dal 31,1% nel 2001 al 28,3% nel 2004.

        Nonostante tutto, il maggior numero di addetti si registra tuttora nell’industria manifatturiera (oltre 4,7 milioni) e nel commercio (3,3 milioni) che, insieme, pesano per il 48,5% sull’occupazione delle imprese extra-agricole.