“Istat” Inflazione: da sette anni mai così bassa

06/02/2007
    martedì 6 febbraio 2007

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    Inflazione, da sette anni mai così bassa

      In gennaio i prezzi crescono solo dell’1,7%. Cambia il paniere: esce la coperta, entra il piumino

        di Laura Matteucci / Milano

        CHI ENTRA E CHI ESCE – Istat, a gennaio nuovo paniere e inflazione scesa all’1,7%, il tasso più basso dall’agosto ’99. La benzina verde è calata dello 0,4% rispetto a dicembre. Insomma, un gennaio freddo per i prezzi: quelli al consumo hanno registrato un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente, e dell’1,7 su base annua, un tasso inferiore all’1,9% di dicembre.

        L’Istat presenta gli ultimi dati e, insieme, il nuovo paniere per il calcolo dei prezzi al consumo del 2007, la tradizionale rivoluzione per cercare di tenere il passo con l’evolversi di usi e costumi: escono macchine fotografiche, videocassette, pellicole fotografiche a colori e sviluppo, nonchè le sveglie a pile. Al loro posto, la scheda di memoria per macchine fotografiche digitali, la stampa da foto digitale e la multipresa elettrica che va a sostituire il cavo elettrico.

        Fra le altre uscite l’Istat segnala la torta gelato sostituita di più comodi multipack, le pantofole da donna al cui posto entrano i sandali, e la coperta sostituita dal piumino. Esce dal paniere anche la tariffa dell’Ordine degli avvocati, grazie al provvedimento emanato dal governo sulle liberalizzazioni delle tariffe di categoria.

        Altre voci che invece fanno il loro primo ingresso nel cestino utilizzato dall’Istat sono i sughi pronti, il costo di riparazione della moto, la visita al monumento storico, il costo per le scuole private per l’infanzia, il filo interdentale, i sedili portabambini per le automobili e le assicurazioni sugli infortuni.

        Ancora variazioni. Nella struttura di ponderazione degli indici, considerando l’indice nazionale dell’intera collettività (Nic), sei capitoli vedono un incremento del loro peso relativo: prodotti alimentari e bevande, alcolici e tabacchi, abitazione, acqua, elettricità e combustibili, servizi sanitari e spese per la salute, trasporti, servizi ricettivi e di ristorazione. In termini assoluti, la diminuzione più rilevante riguarda il capitolo mobili, articoli e servizi per la casa.

        I consumatori, Adusbef e Federconsumatori, contestano i dati e chiedono un paniere «sociale», che tenga conto delle fasce di reddito, e che sia più vicino alla realtà. «A gennaio abbiamo avuto molti aumenti: i pedaggi autostradali, rincarati del 2% sia su base mensile che annua – si legge in una nota esplicativa – il canone Rai aumentato del 4%; i trasporti ferroviari, con una lievitazione del 5,9% su base mensile e del 6,4% su base annua; perfino le comunicazioni, il cui prezzo è aumentato dello 0,4% su base mensile. Ma l’inflazione secondo l’Istat è scesa all’1,7%». Per i consumatori, resta un mistero.

        Torniamo al dato sull’inflazione. A favorire il raffreddamento, soprattutto «i prezzi energetici – spiegano i tecnici dell’Istat – il cui peso è aumentato rispetto allo scorso anno da 6,3% a 8,2%». La variazione degli energetici, infatti, è di -0,4% congiunturale e del +2,6% tendenziale quando a dicembre era +4,4%.

        I prezzi dei carburanti: la verde è diminuita dello 0,4% rispetto a dicembre e dell’1,8% su base annua. Per il gasolio la diminuzione è di 0,5% congiunturale e di 2,4 tendenziale.

        Inoltre, per i prodotti energetici ad uso abitativo l’Istat stima che i combustibili liquidi diminuiranno del 2,1% su mese e del 3,5 su anno.

        Per quanto riguarda prodotti alimentari e bevande analcoliche l’aumento congiunturale segna +0,2, quello tendenziale +2,6. Accelerano anche i prodotti ittici (+4,5% tendenziale), la frutta (+3,1% tendenziale), oltre a olii e grassi (+7,4% tendenziale).