“Istat” Industria, volano ordini e fatturato

21/02/2007
    mercoledì 21 febbraio 2007

    Pagina 9 – Economia

      Si consolida a fine 2006 la ripresa economica. I commercianti: "Ora giù le imposte". Ma è polemica sugli aumenti dell´Irpef locale

        Industria, volano ordini e fatturato

          Boom di export e auto. Visco: "Meno tasse se si contiene la spesa"

            L´allarme di Angeletti:
            "Con le addizionali la
            quarta settimana
            tornerà pesante"

              ROBERTO MANIA

              ROMA – Si rafforza la ripresa economica. Nel 2006 – secondo i dati resi noti dall´Istat – il fatturato dell´industria italiana è cresciuto dell´8,3 per cento rispetto all´anno precedente e gli ordinativi sono aumentati del 10,7 per cento.

              A spingere è stato soprattutto il mercato estero: +11,4 il fatturato (contro un + 7,1 per cento all´interno) e +13,4 gli ordinativi (9,4 sul mercato nazionale).

              Un vero boom ha fatto registrare il settore auto che nel 2006 ha accresciuto il suo fatturato del 24,5 per cento e gli ordinativi del 13,8 per cento rispetto al 2005. Anche qui decisivo l´apporto della domanda estera.

              I buoni dati di ieri, dopo le indicazioni sul Pil al 2 per cento arrivate la scorsa settimana, hanno riaperto il dibattito intorno alla possibilità di ridurre le tasse, senza aspettare, eventualmente, la Finanziaria del 2008 secondo la tabella di marcia fissata dal titolare dell´Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. A chiedere un intervento immediato è stato il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli: «Il momento del taglio delle tasse è arrivato; solo così è possibile consolidare la ripresa nel 2007 sostenendo la domanda interna. Prima si avvia il processo di riduzione della pressione fiscale e meglio è». Il viceministro dell´Economia, Vincenzo Visco non si è sbilanciato sui tempi, ma ha confermato che se la dinamica delle entrate continuerà come negli ultimi tempi (37 miliardi in più nel 2006) «vi è un´ampia possibilità di ridurre le tasse, però occorre sempre stare attenti alla spesa».

              Sulle tasse si è aperto un nuovo fronte, perché ai correttivi alla curva dell´Irpef decisi con l´ultima Finanziaria che hanno inciso in particolare sui redditi medio-alti, vanno ora aggiunti quelli che hanno deliberato i Comuni per incassare già da marzo l´acconto modificato. Secondo il Sole24Ore due Comuni su tre avrebbero deciso di aumentare le tasse locali, con un incremento medio dell´87,5 per cento, vanificando gli effetti positivi della Finanziaria sui redditi più bassi. Visco ha parlato di «dati tendenziosi e in parte errati», ricordando ai Comuni che la strada alternativa all´aumento delle tasse è rappresentata dal taglio delle spese. I dati sono stati confutati anche dall´Anci (l´associazione dei Comuni) per la quale solo il 7 per cento dei Comuni ha innalzato l´Irpef. Il quotidiano della Confindustria ha replicato, precisando che «i dati pubblicati non sono mai stati smentiti dal ministero», mentre i sindacati hanno lanciato l´allarme per la tenuta dei redditi più bassi. «L´imposizione locale – ha detto il leader della Uil, Luigi Angeletti – sarà un bagno. Se non si cambia direzione la quarta settimana del mese tornerà ad essere pesante». Per l´Ugl di Renata Polverini «non c´è da sorprendersi che la stangata fiscale sia arrivata».