“Istat” Gli immigrati: così la società cambia volto

24/05/2007
    gioved� 24 maggio 2007

    Pagina 2 – Economia

      GLI IMMIGRATI

      Un flusso improvviso ma ormai radicato, soprattutto nel nord: giovani e con lavori poco qualificati

      Tre milioni di stranieri regolari
      cos� la societ� cambia volto

        Ma con loro aumenta anche la criminalit�: +174% le denunce in dieci anni

        MARINA CAVALLIERI

          ROMA – Vengono dalla Romania, dall�Albania, dalla Cina e dall�Ucraina, arrivano dalla Moldova, sbarcano dal Marocco: � un vero e proprio puzzle etnico e culturale, una babele linguistica, che non ha precedenti nella storia europea e in particolare nell�attuale panorama dell�immigrazione nell�Unione. Sono quasi tre milioni gli stranieri in Italia in possesso di regolare permesso di soggiorno, i due terzi di loro appartengono a 15 diverse cittadinanze di ogni area del pianeta. Una presenza che si � radicata in pochissimo tempo, che ha suscitato ostilit� e curiosit�, modificato la vita degli italiani ma che ha anche creato un fenomeno con caratteristiche uniche, per molti versi inspiegabile: basti pensare che l�Italia non ha come altre nazioni un passato coloniale, anzi ha una storia neanche tanto remota di paese di forte emigrazione. La lingua poi, non spendibile altrove, invece di creare difficolt� porta a intrecciare un legame univoco, che diventa soprattutto per la seconda generazione poco reversibile, senza ritorno.

          Molti, dunque, degli stranieri in Italia, venuti per lavoro finiscono per restare, costituendo un "capitale umano" con cui il paese si deve confrontare. Ma come vive, cosa fa questo esercito con tante divise arrivato in cerca di fortuna? Circa un terzo appartiene a tre differenti cittadinanze: Romania (271 mila), Albania (257 mila) e Marocco (240 mila). Seguono Cina e Ucraina. Gli stranieri sono dislocati in precise aree geografiche: l�88 per cento risiede nel Centro-nord, ben un quarto in Lombardia. Sono giovani: circa uno su due ha un�et� compresa tra i 18 e i 39 anni, oltre uno su cinque � minorenne. Creano famiglia e fanno figli: i bambini che nascono in Italia rappresentano ormai quasi il 10 per cento del totale delle nascite. Le donne straniere hanno inoltre una propensione ad avere figli doppia di quella delle italiane, rispettivamente 2,45 figli per donna contro 1,24 nel 2005, una fertilit� che comunque, va detto, non risolve i problemi dell�invecchiamento della popolazione italiana. Fare figli in Italia per i demografi � il segnale di una progettualit� a lungo termine, che impegna non solo i genitori ma anche la loro discendenza, testimonia una forte propensione all�integrazione sul piano individuale, crea la necessit� esistenziale di appartenenza e cittadinanza.

          Gli stranieri creano famiglia anche se i lavori che fanno non consentono redditi alti. Le professioni che svolgono sono prevalentemente a bassa specializzazione: quasi tre stranieri su quattro sono operai o svolgono un lavoro non qualificato. Ma, sui percorsi lavorativi, incide molto la collettivit� di appartenenza. Le donne sono soprattutto colf e badanti, provengono, per la maggior parte, dall�Europa dell�Est e dall�Asia. Una vita di duro lavoro, ma non solo, non per tutti. Il numero delle persone denunciate e imputate dal 1995 al 2004 � aumentato del 174,8 per cento, incremento che � comunque inferiore alla crescita degli stranieri regolari registrati nello stesso periodo che � stata del 229 per cento. Stranieri sono il 32 per cento dei carcerati.