“Istat” Economia del sommerso, buco nero da 250 miliardi

15/12/2006
    venerd� 15 dicembre 2006

    Pagina 9 – Economia e Politica

      Stime Istat 2004: nel terziario non registrato il 18,4% di lavoratori.

        Economia del sommerso,
        buco nero da 250 miliardi

          Vale tra i 230 e i 250 miliardi di euro l’economia sommersa in Italia. Secondo le ultime stime dell’Istat il valore aggiunto del sommerso economico nel 2004 � risultato compreso tra un minimo del 16,6% del Pil (pari a circa 230 miliardi di euro) e un massimo del 17,7% (pari a circa 246 miliardi di euro).

            Nel 2000, la percentuale minima era pari al 17,7% e la massima al 18,8% (rispettivamente corrispondenti a circa 211 miliardi e a 225 miliardi di euro). Il maggiore o minore accostamento nel tempo delle due misure del sommerso (ipotesi minima e ipotesi massima), spiega l’Istat, pu� essere spiegato dai comportamenti delle imprese, che in alcuni periodi tendono ad usare forme di evasione diversificate.

              I dati evidenziano, in particolare, che negli anni successivi alle regolarizzazioni degli immigrati si � ridotta la parte di valore aggiunto sommerso attribuibile al lavoro non regolare (compresa nell’ipotesi minima), mentre sono cresciute altre forme di evasione (in parte comprese nell’ipotesi massima) come, ad esempio, i fuori busta e/o l’utilizzo improprio di forme di lavoro a carattere atipico (che spesso celano forme di elusione delle norme contrattuali e previdenziali).

                Un’analisi pi� approfondita dei dati evidenzia come il peso del valore aggiunto sommerso differisce in modo consistente a livello di settore di attivit� economica . Nell’ipotesi massima, il valore aggiunto sommerso � pari, nel 2004, al 20,5% del valore aggiunto totale del settore agricolo (5.814 milioni di euro), all’ 11% di quello del settore industriale (42.360 milioni di euro) mentre raggiunge il 22,1%, pari a 197.645 milioni di euro, nel terziario.

                  Nel 2004 la quota del pil imputabile all’area del sommerso economico (17,7%) � scomponibile in un 10,2% dovuto alla sottodichiarazione del fatturato ottenuto con un’occupazione regolarmente iscritta nei libri paga, al rigonfiamento dei costi intermedi, all’attivit� edilizia abusiva e ai fitti in nero, in un 6,4% dovuto all’utilizzazione di lavoro non regolare e in un 1,1% derivante dalla necessit� di riconciliare le stime dell’offerta di beni e servizi con quelle della domanda.

                    Per quanto riguarda il tasso di lavoro irregolare (calcolato come incidenza delle unit� di lavoro non regolari sul totale delle unit� di lavoro) si attesta nel 2004 intorno all’11,5%. Il tasso diminuisce tra le unit� di lavoro dipendenti mentre � in leggera crescita tra quelle indipendenti; l’incidenza delle unit� di lavoro non regolari dipendenti passa dal 15,4% del 2000 al 12,8% nel 2004, quella delle unit� di lavoro non regolari indipendenti dall’8,5 all’8,6%.

                      I settori maggiormente coinvolti dall’irregolarit� del lavoro sono quelli dell’agricoltura e dei servizi. In agricoltura, ad esempio, il carattere frammentario e stagionale dell’attivit� produttiva favorisce l’impiego di lavoratori temporanei che, in molti casi, essendo pagati a giornata non sono regolarmente registrati.

                        Nel 2004, il tasso di irregolarit� � pari al 18,3% in agricoltura (20,5% nel 2000), al 5,7% nell’industria (7,1% nel 2000) e al 13,4% nei servizi (15,3% nel 2000).

                          Il peso significativo che il lavoro non regolare assume nel comparto agricolo fa si’ che il tasso di irregolarit� calcolato per l’intera economia risulti inferiore di un punto percentuale al netto di tale settore (10,5%).

                            All’interno del terziario, il fenomeno � particolarmente rilevante nel comparto �commercio, alberghi, pubblici esercizi, riparazioni e trasporti�, dove il 18,4% delle unit� di lavoro risultano non registrate (19,6% nel 2000); in particolare raggiunge il 35% negli alberghi e pubblici esercizi e il 28,8% nel trasporto merci e persone su strada.