“Istat” È un’Italia vecchia e scontenta

10/11/2006
    venerd� 10 novembre 2006

    Pagina 8 – Economia/Politica

    � un’Italia vecchia e scontenta

      Istat: grazie agli immigrati siamo 58.751.711. Uno su due si lamenta dei pochi soldi

        Sempre pi� vecchi e scontenti della propria situazione finanziaria. L’Istat, come ogni anno, con il suo annuario statistico 2006 scatta una fotografia sul Belpaese. E il ritratto che emerge � un’Italia sempre pi� anziana. � il paese pi� vecchio in Europa, dove un italiano su cinque � ultra sessantacinquenne e il 5% della popolazione ha dagli ottant’anni in su. Il baby boom del 2004 � infatti gi� finito. Il numero dei neonati � tornato a scivolare ben sotto quello dei morti (-13.282 unit�). E se i residenti in Italia alla fine del 2005 sono aumentati di circa 290mila unit�, lo si deve solo grazie all’immigrazione.

        Ma l’Italia � anche un paese di insoddisfatti, destinati a vivere in case sempre pi� piccole ed alle prese con un budget che non basta mai (la spesa media delle famiglie � rimasta stabile rispetto all’anno precedente, 2.400 euro al mese circa), con i costi dell’abitazione in continua crescita e l’incubo del traffico, dello smog e dei parcheggi che supera le preoccupazioni per il richio criminalit. Secondo l’Istat, nel 2006, il 47,5% dei cittadini con pi� di 14 anni ha espresso un sentimento di insoddisfazione rispetto alla propria condizione economica. Un dato leggermente migliore del 47,8% del 2005, ma che resta anni luce distante da quel 33,2% registrato nel 2001. La quota degli insoddisfatti passa dal 39,6% del Nord al 46,8% delle regioni centrali e raggiunge il 58,1% nel Mezzogiorno.

        Le difficolt� denunciate dagli italiani riguardano, inoltre, l’accesso ai pubblici servizi: il pronto soccorso (54,8%), le forze dell’ordine (39,4%), gli uffici comunali (35,2%) ma anche i supermercati (30,9%). I tempi di attesa per l’erogazione dei servizi sono pi� lunghi nelle Asl, dove il 43,8% degli utenti � stato in fila per oltre venti minuti; o per ritirare la pensione ed effettuare un versamento in conto corrente negli uffici postali.