Istat e Gdo: l’Italia a tutta cinghia. Ben tirata

25/05/2007
    gioved� 24 maggio 2007

    Pagina 6 – Primo Piano

    Pagina a cura di
    Giampiero Di Santo

      L’Istat e la grande distribuzione confermano. Povert� diffusa e massima prudenza negli acquisti.

        L’Italia a tutta cinghia. Ben tirata

          Tra ipermercati e primo prezzo, si vive al massimo risparmio

            Comprano sempre pi� all’hard discount, scelgono la formula primo prezzo, faticano ad arrivare alla fine del mese e spesso non sono in grado di fare fronte a una spesa imprevista, anche di 600 euro. Scene di famiglie italiane, scene di povert� diffusa o almeno molto frequente, meno nel Nord, qualcosa di pi� al Centro, in gran parte nel Sud. Anno 2005, ma le stesse scene descritte dall’Istat nel suo rapporto sulla situazione del paese l’anno scorso danno come la sensazione di gi� visto. Nel 2003, come nel 2004 o nel 2005, anni di ristagno dell’economia e di tassi di crescita del pil compresi tra zero e pi� o,4%.

            Ora la ripresa c’�, nei 12 mesi del 2006 il prodotto lordo � cresciuto dell’1,9%. Ma nell’Italia del terzo millennio ci sono ancora 2,6 milioni di famiglie povere,cio� 7 milioni di persone che non possono concedersi svaghi e acquisti in qualche modo supeflui e una percentuale alta pari al 15% dei nuclei familiari italiani, deve arrangiarsi e attrezzarsi a fare i salti mortali per mettere insieme il pranzo con la cena per 30 giorni di fila.

            Anche chi sta un po’ meglio, poi, secondo l’Istat conduce una vita spericolata, condotta sul filo del rasoio. Basta una spesa imprevista, nenche esagerata, e il 28,9% delle famiglie entra nel panico, Percentuale che scende al 12,5% e poco pi� nel caso in cui si tratti di spese mediche. E a Sud gli statistici guidati da Luigi Biggeri hanno scovato una persona su 20, il 5%, che non pu� permettersi un’alimentazione adeguata. Fenomeni negativi, che confermano gli allarmi lanciati nel passato e rilanciati in questi giorni dal presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco.

            Segnali gi� colti dalla Grande distribuzione, che per� smentisce l’esistenza di una sindrome da quarta settimana negli acquisti di generi alimentari. Gli italiani, spiegano, si sono fatti furbi. Scelgono soprattutto prodotti primo prezzo, cio� l’offerta pi� conveniente, confrontano attentamente i prezzi di merci uguali ma con marchio diverso e hanno sviluppato un fiuto particolare per sconti scontati e promozioni che pi� promosse non si pu�. Come spiega un portavoce del colosso francese Carrefour. �Non si registrano acquisti pi� forti nella prima parte del mese e pi� deboli a partire dalla terza settimana’, � l’esordio. �Il maggiore flusso di clienti � concentrato nella fine settimana. Noi, comunque, facciamo campagne promozionali ogni venti giorni, non legate a un periodo particolare del mese. E puntiamo particolarmente, oltre che sulla qualit�, anche sui prezzi contenuti’.

            Anche la Coop osserva con attenzione l’andamento delle vendite e registra negli ultimi tempi �un’attenzione particolare al prezzo, alla ricerca di carrelli pi� convenienti e ai prodotti offerti con la formula primo prezzo, cio� il pi� basso’. I dati di Vendite flash (Unioncamere) sul primo bimestre del 2007, del resto, confermano questa prudenza. Il giro d’affari della grande distribuzione � cresciuto del 2,4% contro il 3% del bimestre precedente. Con un rallentamento dei volumi venduti dal +1% di fine anno al +0.8% e della crescita dei prezzi, , in aumento dell’1,6% a rispetto al +2% del bimestre precedente. Senza calcolare le nuove aperture, le vendite sarebbero scese del 4.5%.