“Istat” Cresce rapidamente il ricorso al credito

22/02/2007
    giovedì 22 febbraio 2007

    Pagina 17 – Economia & Lavoro

    L’inflazione diminuisce
    le famiglie fanno debiti

      A gennaio prezzi su dell’1,7%, il minimo dal ’99
      Cresce rapidamente il ricorso al credito: +10,85%

        di Laura Matteucci/ Milano

        AI MINIMI – A gennaio l’inflazione frena e torna ai minimi del 1999. Le stime definitive dell’Istat confermano: l’aumento dei prezzi rispetto a un anno prima è stato dell’1,7% in calo rispetto all’1,9% tendenziale registrato a dicembre. L’aumento congiunturale (a gennaio 2007 rispetto a dicembre 2006) è stato dello 0,1%. A correre, e a pesare sui bilanci familiari, sono soprattutto le spese per la casa, gli alimentari e i tabacchi, mentre continua il calo delle comunicazioni. Un aiuto potrebbe arrivare dall’impatto delle liberalizzazioni che, dice il ministro Pierluigi Bersani (Sviluppo), si farà sentire «nell’ordine di qualche punto decimale» sul pil 2007, ma anche sull’inflazione e sulla fiducia dei consumatori, grazie allo sviluppo della concorrenza.

        Se il carovita scende, l’indebitamento bancario delle famiglie invece sale vertiginosamente: in un anno è cresciuto in media del 10,85% arrivando a toccare, nel settembre 2006 (ultimo dato disponibile), la quota di 17.854 euro. Lo rileva una ricerca della Cgia di Mestre: si parte dal 2005, quando la media dell’esposizione bancaria familiare era di 15.916 euro.

        I più esposti sono i cittadini di Bolzano, con un indebitamento familiare medio pari a 31.437 euro, seguiti dai lodigiani (25.710 euro), i senesi (25.368 euro) e i mantovani (24.929 euro). Interessante, però, è anche l’analisi sull’incremento rispetto al 2005. Accanto ad una media nazionale del +10,85%, emerge l’aumento più elevato registrato a livello nazionale tra le famiglie di Reggio Emilia (+18,19%), secondo è quello dei nuclei napoletani (17,61%), terzo quello dei casertani (+16,48%), e al quarto posto sono le famiglie genovesi per le quali l’indebitamento con le banche tra settembre 2005 e lo stesso mese del 2006 è salito del 16,43%.

        I record assoluti dell’indebitamento vanno al centro e al nord, sottolinea la Cgia, i primati degli incrementi vanno invece al centro sud.

        Ed è questo il dato più preoccupante: di fatto, le città più indebitate sono anche quelle che registrano livelli di reddito maggiori. La Cgia, comunque, non esclude un incremento del ricorso ai prestiti bancari anche da parte di chi è in difficoltà. Come sarebbe confermato dal dato (al rialzo) relativo alle città meridionali, che registrano un reddito medio inferiore.

        Del resto, l’inflazione continua a pesare soprattutto sui capitoli di spesa che si portano via la maggior parte degli stipendi: su base congiunturale, gli aumenti più significativi sono stati quelli per «abitazione, acqua, elettricità e combustibili» (+0,3%), «prodotti alimentari e bevande analcoliche» (+0,2%), oltre che per «comunicazioni» (+0,4%).

        Su base annua, cambia poco: incrementi maggiori per alcol e tabacchi (+4,6%), casa, acqua, elettricità e combustibili (+4,2%), e per gli alimentari (+2,6%). Diminuisce invece il peso delle comunicazioni (-4,4%) e delle spese per la salute (-1,6%).

        «Il rallentamento dell’inflazione a gennaio – spiega l’Istat – risente della flessione del ritmo di crescita tendenziale dei prezzi sia dei beni sia dei servizi. In particolare, del perdurare della fase di flessione dei prezzi degli energetici, iniziata a settembre 2006. Da considerare, su base annua, anche la flessione degli alimentari. In controtendenza, invece, l’andamento di alcune tipologie di servizi nel settore dei trasporti e della ristorazione».