“Istat” Consumi in ripresa ma solo per supermercati

23/02/2007
    venerdì 23 febbraio 2007

    Pagina 17 – Economia & lavoro

    Consumi in ripresa
    ma trionfano solo
    i supermercati

      In difficoltà i piccoli negozi, mentre accelera la grande distribuzione

        di Luigina Venturelli/ Milano

        VENDITE – La ripresa dei consumi sembra ormai avviata, ma non sono i piccoli negozi a goderne, sempre più schiacciati dal peso della grande distribuzione. Secondo i dati diffusi ieri dall’Istat, infatti, le vendite al dettaglio nel 2006 sono aumentate dell’1,2% rispetto alla media del 2005. Ma sono ipermercati e supermercati ha registrare l’incremento maggiore, con una crescita tonda del 2%, mentre botteghe e negozi risicano lo 0,7% che, al netto dell’inflazione, equivale – secondo gli esercenti – a una perdita di terreno dell’1,1%.

        Il consuntivo annuo, dunque, conferma la tendenza particolarmente positiva degli hard-discount, con un’impennata del 3,7%, degli ipermercati (più 2,4%), dei grandi magazzini (più 2,1%) e dei supermercati (più 1,4%). Restano al palo, invece, i negozianti che operano su piccole superfici. «Anche quest’anno i commercianti sono stati vittime di un sistema sempre più dominato dalle grandi strutture commerciali. Nel 2006 – commenta Confesercenti – il settore del commercio al dettaglio chiude, al netto dell’inflazione, con un saldo negativo dell’1,1%».

        L’andamento, sostiene in una nota l’ufficio studi dell’organizzazione, «non fa distinzioni e colpisce sia il comparto alimentare che il non alimentare. Le imprese operanti su piccole superfici, registrano nel 2006 una contrazione delle vendite dell’1,4%. Un risultato, che preoccupa ancor di più, se si considerano il basso tasso di inflazione, il rincaro delle materie prime e una ripresa della fiducia dei consumatori». Insomma, «ad essere in sofferenza è proprio il comparto delle vendite al dettaglio, i piccoli negozi sotto casa che hanno un valore non solo economico ma anche sociale».

        Un allarme che però non piace alle associazioni dei consumatori: «Chi è causa del suo mal? I piccoli commercianti se la sono in parte cercata questa flessione delle vendite – sottolinea il presidente Adoc, Carlo Pileri – dal 2002 stiamo dicendo che le scelte, prima speculative poi poco lungimiranti della Confesercenti e della Confcommercio avrebbero portato a favorire la grande distribuzione».

        Di altro tono, invece, il rilievo del centro studi di Confcommercio, secondo cui la ripresa economica «non sembra provenire dalla spesa delle famiglie». Secondo l’organizzazione – critica sulla Finanziaria 2007, che avrebbe ridotto il reddito disponibile delle famiglie – i consumi che passano dai negozi al dettaglio, si sono ridotti in termini reali dello 0,3% rispetto al 2005.