Istat: Atipico un impiego su 4 È boom nel Mezzogiorno

22/05/2002





Atipico un impiego su 4 È boom nel Mezzogiorno
ROMA – Non esiste più un universo omogeneo del lavoro dipendente perchè ormai quasi un lavoratore su quattro rientra fra gli "atipici". Secondo l’ Istituto di statistica, infatti, i lavoratori atipici in Italia sono complessivamente oltre tre milioni, corrispondenti al 23% degli occupati nell’ industria e nei servizi privati, e si tratta – spiega l’ istituto – di una stima prudenziale, che include anche i collaboratori coordinati e continuativi. Dal punto di vista occupazionale, fra i dipendenti le posizioni standard (in pratica, il posto fisso), sono cresciute fra il 1996 ed il 2000 dell’1%, mentre quelle atipiche sono aumentate di ben il 40,5%, totalizzando due milioni 191mila unita. L’ incidenza dell’occupazione temporanea nel 2001 fra gli uomini corrisponde all’8%, rispetto al 5% del 1993, mentre nel caso delle donne è passata dall’8% all’ attuale 12 per cento. Sempre nel 2001 l’incidenza più in particolare del lavoro a tempo parziale per la componente femminile è del 16,6%, con un aumento di 5,4 punti rispetto al ’93. Per la componente maschile, invece, l’incidenza del lavoro a tempo parziale è del 3,5 per cento. Sempre nell’ambito del lavoro temporaneo, il livello di utilizzo dei contratti a termine nel Sud è «pressoché il doppio» – fa presente l’Istat – rispetto alle altre aree del Paese, accomunando in questo caso sia le donne che gli uomini. Quanto ai lavori a tempo parziale, fra le donne sono quelle che risiedono nel Nord ad usufruirne in misura più consistente, mentre fra gli uomini sono soprattutto i residenti nel Mezzogiorno. L’Istat rileva in ogni caso che per quanto riguarda il lavoro a tempo parziale per le donne, resta un "gap" profondo con la media della Ue, in quanto il tasso in Italia è di oltre 16 punti percentuali più basso. Se si guarda invece all’incidenza del lavoro temporaneo, le differenze sono minori e il dato riguardante le donne italiane è di appena 2-3 punti percentuali inferiore alla media Ue. Tornando alle caratteristiche del lavoro atipico in Italia, gli esperti dell’Istituto osservano che «circa il 30% dei rapporti di lavoro dipendente avviati nel periodo aprile 2000-marzo 2001 ha avuto una durata inferiore a un mese». Questa quota sale al 38,6% se si tiene conto dei rapporti conclusi entro un trimestre e al 45,2% se si considerano quelli conclusi entro sei mesi. Il 50,8% dei rapporti, infine, dura meno di un anno.

Mercoledí 22 Maggio 2002