Istat: a ottobre l’inflazione frena al 2,6%

31/10/2003



      Venerdí 31 Ottobre 2003

      Economia
      Istat: a ottobre l’inflazione frena al 2,6%


      ROMA – L’inflazione rallenta la marcia in ottobre e torna così sui livelli di inizio anno. Secondo le prime stime ufficiali Istat la crescita dei prezzi al consumo in questo mese si è attestata a quota 2,6% su base annua dal 2,8% di settembre. A livello mensile i prezzi sono aumentati dello 0,1 per cento. Risultano così confermate dalle rilevazioni dell’Istituto di statistica le anticipazioni dalle città campione. Ad impedire una frenata ancora più rapida dei prezzi in ottobre sono stati i rincari degli alimentari (uno strascico dell’effetto siccità) e dell’abbigliamento (che, come tradizione, "saluta" i guardaroba invernali con un ritocco al rialzo dei prezzi). Al contrario, la decisa diminuzione delle comunicazioni e dei trasporti ha trainato il raffreddamento dei listini. Il risultato di ottobre chiarisce comunque che il 2003 difficilmente potrà concludersi con un tasso medio di crescita dei prezzi al consumo al di sotto del 2,5 per cento. Le rilevazioni definitive saranno diffuse il 13 novembre. In particolare ad accusare gli aumenti più vistosi a ottobre sono stati l’abbigliamento (+0,8%) e gli alimentari (+0,6%). In forte diminuzione, al contrario, le comunicazioni (-2,4% grazie ai ribassi della telefonia) e i trasporti (-0,8% sotto la spinta del ribasso dei carburanti). Ferme le spese per la casa, aumenti nella media o lievemente superiori hanno fatto registrare le altre voci, con variazioni che oscillano tra lo 0,3% delle spese per il tempo libero e lo 0,1% di bevande e pubblici esercizi. Dello 0,2% salgono infine l’abitazione, le spese per la salute, e quelle per l’istruzione. Su base annua solo le comunicazioni fanno registrare un calo sostanzioso (-3,8%). Inferiore al punto percentuale l’incremento delle spese per la salute (+0,7%). La crescita più decisa invece è quella di bevande e tabacchi (+7,2%), seguite a distanza dagli alimentari (+4,2%), dai pubblici esercizi (+3,7%), dalle spese varie (+3,2%) e da abitazione e abbigliamento (+2,8% entrambe). Sotto il 2% i trasporti (+1,8%), le spese per l’istruzione (+1,8%) e quelle per il tempo libero (+1,5%). Infine, in ottobre l’indice armonizzato Ue, calcolato dall’Istat secondo quanto previsto dalla Commissione europea, ha manifestato una maggiore vivacità di quello nazionale: +0,4% congiunturale e 2,8% tendenziale.

      ELIO PAGNOTTA