Isola Verde Erboristerie, esito incontro 16/04/2015

Roma, 20 aprile 2015

Si è tenuto il 16 aprile u.s. un incontro con la società Isola Verde Erboristerie inerente le problematiche occupazionali derivanti dalla situazione di crisi della società.

Come ricorderete, parte dei problemi economici registrati derivano dal mancato riconoscimento da parte del Ministero del Lavoro dello strumento individuato nell’accordo di stabilizzazione degli associati in partecipazione sottoscritto nel 2012, che prevedeva l’utilizzo della solidarietà espansiva.

Ad oggi la società denuncia una perdita di fatturato consistente che ha azzerato il capitale sociale, una forte esposizione debitoria e una sofferenza di cassa.

La situazione è compressa al punto che, in assenza di una ricapitalizzazione, la società dichiara di dover procedere a una procedura concorsuale.

La ricapitalizzazione da parte della proprietà è subordinata all’approvazione di un piano industriale che comprende una serie di modifiche nel modello di business, illustrate nel corso dell’incontro del 16 aprile e negli incontri dell’11 e 23 febbraio 2015, e un considerevole risparmio sul costo del lavoro.

La società intende procedere nella chiusura di circa 20 punti vendita sui quali le iniziative di riduzione dei costi fissi si sono rivelate insufficienti e gli interventi sul costo del lavoro non sarebbero utile al recupero di redditività.

Sono previsti anche interventi sulla sede di Vico Pisano, su cui è già partito un confronto a livello territoriale.

La società ha inoltre fornito ulteriori dettagli sulle cessione di ramo già annunciate, che si configureranno come affitti triennali ex art 47 legge 428/90, e riguarderanno circa 10 punti vendita sui quali sono pervenute richieste di gestione diretta da parte delle lavoratrici ivi impiegate, 8-9 pdv collocati nelle provincie di Firenze, Pistoia e Pisa che passerebbero a un unico gestore, 3 pdv a Torino e 3 a Pontedera che passeranno a due gestori.

La rete commerciale Isola Verde Erboristerie al termine di queste operazioni si comporrà di circa 90 pdv.

Inoltre la società ha ribadito la richiesta, al fine di procedere nella ricapitalizzazione e di scongiurare la chiusura di altri pdv, di procedere con una serie di deroghe contrattuali che conducano a un contenimento del costo del lavoro derivato dalla stabilizzazione.

Le deroghe richieste sono inerenti la quattordicesima mensilità, la maggiorazione dell’orario straordinario e supplementare, la maggiorazione del lavoro domenicale e festivo, gli scatti di anzianità, le progressioni di livello previste dal CCNL (da 5° a 4°), la maturazione dei ROL per i nuovi assunti come da contratto separato del 2011. Tali deroghe avrebbero una durata di due anni.

Abbiamo ribadito la difficoltà di affrontare tali richieste nel panorama contrattuale attuale, considerando che alcune di queste richieste sono state avanzate su numerosi tavoli di trattativa aperti.

Le nostre organizzazioni sindacali sono disponibili a un confronto su questi temi solo alla luce del percorso di stabilizzazione e quindi della specificità della storia aziendale.

Le condizioni per procedere sono però vincolate a un forte consenso da parte delle lavoratrici e dei lavoratori e un’unitarietà del tavolo sindacale.

Abbiamo chiesto pertanto di poter svolgere delle assemblee in tutti i pdv nel corso della prossima settimana per raccogliere un orientamento da parte dei lavoratori.

Le assemblee si potranno svolgere durante l’orario di lavoro, senza procedere alla chiusura del pdv, oppure in orario extra-lavorativo con il riconoscimento delle ore di assemblea.

Pur rimettendo le nostre decisioni al mandato che ci daranno i lavoratori, abbiamo chiesto che oltre a tentare di ridurre le pesanti richieste economiche, l’eventuale raggiungimento di un accordo sia utile a introdurre dei meccanismi virtuosi sul piano dell’organizzazione del lavoro e sul confronto sindacale, che sono stati gli aspetti più difficili negli ultimi due anni.

Nel confronto preliminare che abbiamo svolto, abbiamo proposto di legare le deroghe relative alle maggiorazioni dello straordinario e del supplementare a un numero limitato di ore, commisurato sulle esigenze del negozio, costruendo le basi per un aumento dei parametri orari dei part time al termine del percorso di salvataggio dell’azienda.

Similmente abbiamo proposto che le deroghe sulle maggiorazioni domenicali siano legate ad accordi di rotazione con la previsione di un numero minimo di domeniche libere per ciascun lavoratore.

Abbiamo inoltre sottolineato come tali interventi dovranno essere orientati a una diminuzione della flessibilità, oggi selvaggia, e a forme di programmazione che aumentino il livello di conciliazione tra tempi di vita e lavoro.

Abbiamo inoltre chiesto che l’eventuale accordo includa l’estensione dei diritti sindacali e l’agibilità sindacali a tutti i pdv attualmente nel perimetro al fine di proseguire il confronto sul piano industriale a questo livello.

Tale meccanismo deve anche essere utile a gestire i problemi occupazionali nei negozi ceduti e a ridurre l’impatto occupazionale delle chiusure.

La società ha dato disponibilità ad accogliere le nostre richieste in caso di raggiungimento di un accordo.

Vi invitiamo pertanto a realizzare le assemblee con i lavoratori e le lavoratrici al fine di comprendere quale sia l’orientamento da assumere.

I tempi della ricapitalizzazione, che dovrebbe avvenire entro il 30 aprile, ci consentano tempi limitatissimi.

Il prossimo incontro è fissato per lunedì 27 aprile alle ore 14, presso la sede della Fisascat CISL in via dei Mille 56, Roma. L’incontro sarà preceduto, a partire dalle ore 11, nella stessa sede, dal coordinamento delle strutture e dei delegati, che raccoglierà l’esito delle assemblee.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt