Iso e Uni nella palude del turismo

26/07/2006
    mercoled� 26 luglio 2006

    Pagina 18 -Turismo

      In Italia e nel mondo � aperto il dibattito, ma servono anni. Pi� difficolt� tra gli albergatori.

        Iso e Uni nella palude del turismo

          Molte resistenze e sospetti nei confronti della certificazione

            di Massimo Galli

              Sono partiti da poco ma mostrano gi� le prime crepe i due cantieri messi in piedi, in Italia e a livello mondiale, per fissare regole comuni di qualit� nel turismo. Il primo, quello italiano, coordinato dall’Uni, l’ente nazionale di unificazione, e dal Touring club, ha messo intorno a un tavolo le principali associazioni di categoria, tra cui Federturismo-Confindustria, Confturismo-Confcommercio, Unioncamere e Astoi (tour operator). Come membro della commissione tecnica, l’Uni indica anche il coordinamento delle regioni, con Toscana, Emilia-Romagna, Liguria e Friuli-Venezia Giulia in prima linea.

              Fatto sta che, interpellato sull’utilit� di questa iniziativa, Enrico Paolini, coordinatore nazionale degli assessori regionali al turismo, cade dalle nuvole: il coordinamento non � stato informato dell’iniziativa. Anzi, Paolini si mostra stizzito, parlando di �grave scorrettezza. Sono sorpreso, anzi sbalordito’, aggiunge, �perch� noi, come regioni, abbiamo la potest� legislativa sul turismo e non si capisce come sia possibile convocare un tavolo di questo tipo senza essere stati interpellati: mi domando quale rappresentativit� possa avere’. Il messaggio � chiaro: senza coinvolgere ufficialmente gli enti regionali non si andr� molto lontano.

                Capitolo secondo. I lavori, per costruire regole di qualit� a livello internazionale, sono entrati in una fase di stallo. A fare resistenza sono soprattutto gli alberghi, che non vedono di buon occhio la revisione degli attuali sistemi nazionali di classificazione, in particolare quelli basati sulle stelle. A spiegarlo � Ruggero Lensi, direttore tecnico dell’Uni, che partecipa ai lavori partiti qualche mese fa in sede Iso e che dovrebbero portare alla definizione di standard comuni internazionali per la filiera del turismo. La segreteria del comitato tecnico � stata affidata alla Spagna e alla Tunisia.

                  �Il dibattito � in corso’, spiega Lensi, �e sono emerse forti criticit� sulla qualit� dei servizi alberghieri da parte delle grandi federazioni, quindi i tempi non sono ancora maturi. Ci sono gi�, a livello nazionale, diverse legislazioni, meccanismi di verifica, sistemi di classificazione, come le stelle, sui quali non sono viste di buon occhio possibili revisioni. I paesi economicamente pi� forti hanno un buon livello di controllo, mentre ci sono forti differenze nei paesi in via di sviluppo. Questi ultimi sono favorevoli alla norma Iso, gli altri molto meno. C’� una situazione di stasi: forse si potr� procedere esaminando i settori che vanno al di l� di alberghi e ristoranti’.

                    Andare oltre, dunque, per il momento sembra essere la via d’uscita: in ballo ci sono anche tour operator, agenzie di viaggi, guide turistiche, aziende di trasporto, compagnie aeree, servizi di accoglienza e informazione. Resta il fatto che il mondo alberghiero, che costituisce il perno del turismo, non potr� stare alla finestra, pena un’opera fortemente incompiuta.

                      Quanto all’Italia, Lensi spiega che l’obiettivo � duplice: fissare norme tecniche volontarie a livello nazionale e portare le istanze italiane in sede Iso. Se c’� stato black out informativo che ha coinvolto il coordinatore delle regioni, l’elemento positivo � dato dal fatto che, spiega Lensi, gli alberghi italiani, rispetto a quelli oltreconfine, sono molto pi� disponibili a collaborare. E comunque, aggiunge Lensi, l’Uni ha il vantaggio di essere un ente nazionale: sar� fondamentale coinvolgere le regioni nell’elaborazione di norme volontarie, alle quali poi potranno allinearsi. Non sar� un percorso in discesa, perch� bisogna mettere intorno a un tavolo una cinquantina di soggetti e �qualcuno non rema forte verso l’innovazione’. Per raggiungere risultati concreti, con regole codificate, ci vorranno tre anni di tempo.

                        Secondo Renzo Iorio, presidente dell’Aica, l’associazione delle catene alberghiere aderente a Federturismo, non � vero che le catene sono contrarie a questa iniziativa. Il rischio, semmai, � che si discuta di elementi poco codificabili o dei massimi sistemi, senza mettere mano a una revisione della classificazione alberghiera italiana che risulti in linea con quella del mercato europeo.

                          Guido Venturini, presidente del Touring club, pur consapevole delle difficolt�, invita a entrare nel vivo di questa iniziativa: �Ci vorranno anni, ma dobbiamo arrivare a standard condivisi’. Del resto, osserva, nell’auto e nella meccanica ci sono norme di fabbricazione comuni: per il turismo � pi� complicato perch� si tratta di un universo frazionato, ma i consumatori devono avere la certezza di trovare risposte precise alla loro richiesta di servizi. (riproduzione riservata)