Irpef, sconto di 250-500 euro per i redditi più bassi

27/09/2002







(Del 27/9/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
I TECNICI AL LAVORO SU SGRAVI E DETRAZIONI: GIA´ DAL PROSSIMO ANNO RISPARMI PER IL 70% DEI CONTRIBUENTI
Irpef, sconto di 250-500 euro per i redditi più bassi
Crolla (-14,9%) l´autotassazione di luglio, al Fisco mancano 3,7 miliardi di euro

            ROMA
            Settemilacinquecento miliardi di vecchie lire in meno dall´autotassazione, flessione del gettito Irpeg del 14,6%, entrate dovute all´imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei beni più che dimezzate. Il comunicato del Tesoro sulle entrate fiscali dei primi sette mesi di quest´anno è un bollettino di guerra. Irpef e Iva hanno tenuto, ma l´autoliquidazione è stata disastrosa, con un mancato gettito di 3,7 miliardi di euro, 1,5 in meno per l´Irpef e 2,2 per la componente dell´Irpeg, così nei primi sette mesi le entrate tributarie invertono la tendenza alla crescita (più 2,4% nei primi sei mesi) e segnano rosso: 1,9 miliardi di euro in meno rispetto ai primi sette mesi del 2001 (-1,1% a 179,8 miliardi di euro). Numeri più che sufficienti per spiegare il deciso cambiamento di umore registrato dalla coalizione di governo nell´ultima settimana e i rinnovati appelli del Presidente del Consiglio al rigore nella gestione dei conti pubblici. Dati che aiutano a capire le ragioni del decreto della settimana scorsa con il quale sono state drasticamente decurtate (la Confindustria parla di 3 miliardi di euro) le agevolazioni fiscali delle imprese, a fronte della quale scattano però i vincoli alle addizionali Irpef a favore degli enti locali contenuti nella Finanziaria, e che hanno lo scopo di garantire l´obiettivo politico di una riduzione della pressione fiscale complessiva. Eccoli, dunque, i dati che Berlusconi non si aspettava e che secondo il premier riflettono le «regalie elettorali del precedente governo». Tra gennaio e luglio le imposte dirette sono diminuite di 3,6 miliardi di euro (-3,6%), ma mentre il gettito delle persone fisiche è aumentato dell´1,7% a 72,2 miliardi di euro, le tasse pagate dalle imprese sono crollate. L´Irpeg è diminuita di 2,2 miliardi (-14,9%), l´imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei beni di altri 2,2 miliardi di euro (-59,9%). L´Iva tiene, ma con una crescita del 2,4% nei primi sette mesi, quindi meno del tasso di inflazione, denota una dinamica sostanzialmente negativa dei consumi. E´ anche questo un dato che aiuta a leggere la prossima Finanziaria, perché spiega l´enfasi posta dal governo sull´esigenza di rilanciare la crescita e i consumi, cominciando proprio con l´avvio della riforma fiscale con la prossima Finanziaria. I tecnici del ministero dell´Economia stanno mettendo a punto i dettagli, ma secondo indiscrezioni la riduzione delle imposte dovrebbe riguardare nel primo anno almeno il 70% dei contribuenti, con sgravi che arriverebbero a superare i 500 euro per i redditi fino a 10 mila euro. La nuova aliquota del 23%, che assorbe quelle attuali del 18 e del 24%, sarà applicata ai redditi fino a 15 mila euro, mentre per la fascia tra 15 e 26 mila euro si applicherebbe un´aliquota del 28% e per quelli tra 26 e 33 mila euro il 31%. Resterebbero invariati gli ultimi due scaglioni: per i redditi tra 33 e 70 mila euro continuerà ad essere applicato il 39% e per quelli oltre 70 mila euro il 45%. Le detrazioni per carichi di lavoro verranno trasformate in deduzioni, mentre resteranno invariate le detrazioni per i carichi di famiglia. La nuova area di esenzione fiscale sarà determinata anche in funzione delle deduzioni, del reddito e dei componenti del nucleo familiare, ma potrà oscillare tra gli 8 e i 10 mila euro per i lavoratori dipendenti e i pensionati e tra i 5 e i 7 mila euro per gli autonomi. A conti fatti, i redditi fino a 10 mila euro potranno beneficiare di uno sconto di circa 500 euro, che si riduce a circa 250 per chi guadagna circa 20 mila euro. La riforma dell´Irpef costerà 5,5 miliardi di minor gettito (7,5 miliardi il costo complessivo della manovra fiscale che riguarderà anche l´Irpeg, con un calo dell´aliquota dal 36 al 34% e l´eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile Irap), e dovrebbe essere parzialmente finanziata dal nuovo concordato fiscale che il governo proporrà con la Finanziaria e che il Parlamento potrebbe trasformare in un condono tombale, con l´estinzione di tutte le pendenze con il fisco e tanto di amnistia per i reati penali connessi (cui potrebbe aggiungersi anche un mini condono edilizio). Ultimo capitolo della riforma, che dopo le proteste degli eni locali potrebbe essere rivisto, è quello del federalismo fiscale. Per il 2003 le addizionali Irpef decise dagli enti locali resteranno congelate, ma sarà introdotta una compartecipazione all´Irpef del 2% per le province e quella dei comuni salirà dal 4,5 al 6,4%, mentre il meccanismo di compartecipazione delle Regioni deve ancora essere definito.

Mario Sensini