Ires-Cgil: siamo a crescita zero

26/09/2003


26 Settembre 2003
Ires-Cgil: siamo a crescita zero
«Economia al palo anche nel terzo trimestre
L’occupazione rallenta e crolla nell’industria»

ROMA
Crescita zero nel terzo trimestre dell’anno e occupazione in diminuzione. Queste le previsioni delineate dal rapporto congiunturale Ires-Cgil presentato ieri dal sindacato di Corso d’Italia per i mesi a venire. «Si spera ancora che l’economia Usa decolli e che ci si possa agganciare ad essa, ma non ci sono ancora elementi che possano trasformare questa speranza in realtà» sottolinea il rapporto precisando che gli ultimi dati Istat «hanno confermato che l’economia italiana continua a girare attorno allo zero» e che per il terzo trimestre dell’anno le previsioni della Cgil prevedono «una crescita zero».
Per quanto riguarda l’occupazione, il panorama non è roseo. L’occupazione, che negli ultimi anni aveva cominciato a crescere, come conseguenza delle leggi sul lavoro del centro sinistra che avevano incentivato le assunzioni e favorito l’emersione, si legge nel rapporto, «rallenta e, nelle grandi imprese, crolla». In Italia, «resta ferma l’anomalia di un tasso di occupazione che colloca l’Italia (56%) in coda non solo rispetto a Francia (63%) e Germania (70%), ma anche rispetto alla Spagna (60%).
I dati che caratterizzano la congiuntura italiana, sottolinea Ires-Cgil, mostrano una crisi più grave che negli Usa e nell’area dell’euro. La produzione industriale flette più che in Europa: dal 1997, in Francia, la produzione industriale è aumentata dell’11%, in Germania del 12% mentre in Italia solo del 3%. L’inflazione, in Italia, aumenta più che nel 2002 e più che in Europa riaprendo così il divario con Francia e Germania. L’export, poi, diminuisce mentre l’import aumenta ricreando così un deficit commerciale: la quota delle esportazioni italiane da 4 anni è in calo ed è tornata ai livelli degli anni ’60, mentre Francia e Germania sono cresciute.
In questo quadro, sottolinea la Cgil, «ci sono non solo rischi, ma segnali precisi di un declino del ruolo dell’economia italiana tra i paesi industrializzati». E per competere nel nuovo scenario mondiale, sostiene la Cgil, occorrono innovazione, ricerca, investimenti per ricostruire un nuovo sistema industriale«; serve promuovere aggregazioni tra imprese dello stesso distretto per la gestione di servizi comuni e per raggiungere la massa critica di domanda di ricerca e innovazione; occorre favorire lo sviluppo di società di servizi.