“Iraq 2″ Buongiorno: Ragazze alla Pari (M.Gramellini)

29/09/2004


            mercoledì 29 settembre 2004

            Buongiorno    di Massimo Gramellini

            Ragazze alla Pari

             Ora che Pari & Torretta sono libere, è giunto il momento di liberarci anche noi dal vizio classificatorio che ci perseguita dall’inizio di questa guerra. Non parlo solo della distorsione ideologica che ha indotto qualche giornale a differenziare il giudizio sugli ostaggi, a seconda che fossero pacifisti con sciarpa etnica o guardie del corpo tatuate. Mi riferisco a una valutazione meno squallida che già affiorò all’indomani della tragedia di Nassiriya, quando a qualcuno parve che mitizzare l’epopea dei carabinieri in Iraq relegasse nel dimenticatoio dei gesti banalmente quotidiani quei loro colleghi che ogni giorno rischiano la pelle in Italia per difendere i cittadini comuni.

            Il discorso è stato riproposto dal meccanismo mediatico che ha indotto un po’ tutti a commentare la dedizione per il prossimo delle due donne rapite, soltanto perché l’esercitarla in un luogo di guerra «televisiva» le aveva portate in prima pagina, mentre mai nessun riflettore ha illuminato la sorte dei missionari dispersi in Africa e lo sforzo anonimo dei volontari che rispondono a Telefono Amico o tengono compagnia ai malati di Alzheimer, non meno dimenticati e bisognosi di assistenza dei bimbi iracheni. Finché le ragazze erano nelle mani dei rapitori, sembrava brutto dirlo. Ma ora si può: fare del bene in Iraq sarà senz’altro più pericoloso, ma non è più nobile né più furbo che farlo altrove. Perché il bene non si pesa, non si misura, non si colloca sulle cartine geografiche. Il bene non conosce classifiche e, quando lo facciamo, siamo tutti alla Pari.