Ipermercato sotto sequestro, a Foggia mille posti a rischio

04/10/2004


            domenica 3 ottobre 2004

            Il tribunale dovrà decidere l’apertura di un centro commerciale, che sarebbe stato ampliato su un’area verde. Interessato anche un grande magazzino Coop
            Ipermercato sotto sequestro, a Foggia mille posti a rischio

            Giampiero Rossi

            MILANO Domani è il giorno decisivo. I giudici del Tribunale della libertà di Foggia avranno in mano il destino di un migliaio di famiglie. Formalmente il loro pronunciamento dovrebbe riguardare “soltanto” una questione di illeciti legati all’iter che ha permesso l’ampliamento del centro commerciale Mongolfiera, che ospita anche un grande magazzino Ipercoop. Ma di fatto, per effetto di uno di quei paradossi che le vicende giudiziarie talvolta producono, quell’udienza stabilirà se mille persone potranno o meno continuare ad avere un posto di lavoro.

            La vicenda giudiziaria riguarda il raddoppio del plesso che ospita il centro commerciale Mongolfiera. Quei locali, previsti per l’ampliamento, ormai ultimati, sono stati posti sotto sequestro dal gip, lo scorso 16 settembre, perché la struttura sarebbe stata realizzata su suolo destinato a verde agricolo dal piano regolatore generale del Comune di Foggia. Dunque è aperta un’indagine giudiziaria che investe la precedente giunta comunale di centrodestra.

            Ma oggi, nell’area posta sotto sequestro, ricadono anche l’attuale ingresso e uno dei magazzini in uso all’ipermercato della Cooperativa Estense. Ma il gip ha rigettato la richiesta – presentata della difesa – della facoltà d’uso dell’ingresso e del magazzino, che avrebbe permesso quantomeno l’attività dell’ipermercato. E di fronte a questa decisione del giudice i vertici di Coop Estense hanno ritenuto inopportuno aprire il punto vendita, utilizzando il solo ingresso laterale, perché questa soluzione non garantirebbe gli standard di sicurezza.

            Risultato: 600 dipendenti dell’Ipercoop, più altri 400 lavoratori circa, tra addetti ai negozi della galleria del centro commerciale, vigilanti, responsabili delle pulizie e altri ancora, non possono accedere al proprio luogo di lavoro. In sostanza, i sigilli apposti dal primo ottobre per effetto di un’inchiesta giudiziaria rischiano di diventare una minaccia occupazionale per mille famiglie. E di fronte a questo pericolo anche le istituzioni politiche locali hanno scelto di appoggiare con decisione la protesta dei lavoratori e dei sindacati. «Siamo tutti unanimi ad affermare il diritto al lavoro e alla libera iniziativa economica e a ribadire che la l’Ipercoop continui a funzionare, perché la crisi occupazionale nella nostra città è così acuta che non si possono pregiudicare 600 posti di lavoro», ha detto il sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti.

            Insomma, «ora dobbiamo sperare che il tribunale della libertà accolga la richiesta di poter accedere al centro commerciale – spiega Antonio Miccoli, coordinatore della Rsu dell’Ipercoop – anche perché altrimenti non ci resta che ricorrere alla Corte di cassazione, ma per ottenere quel pronunciamento occorrerà più di un anno, e a quel punto senza ammortizzatori sociali il problema diventa davvero enorme». E nel incessante programma di manifestazioni, incontri istituzionali e appelli promossi dai lavoratori, anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, durante una visita a Foggia ha commentato la paradossale vicenda, pronunciando tra le altre una frase molto eloquente: «Bisogna trovare una soluzione con il cervello».
            I lavoratori l’attendono, riuniti in assemblea permanente nell’unico spazio agibile del “loro” centro commerciale.