Ipermercati ancora poco accoglienti

22/04/2002

RAPPORTI





Shopping center
Ipermercati ancora poco accoglienti
Fare shopping in un contesto piacevole. Ossia: i consumatori europei chiedono centri o aree a vocazione commerciale dove l’attività di shopping sia equilibrata da un’offerta di servizi di intrattenimento. E l’indagine dal tema emblematico «Where people shop» (ossia dove si fa shopping) realizzata da Cushman&Wakefield dà ragione ai gruppi che si stanno specializzando in investimenti immobiliari orientati a massimizzare l’offerta al consumatore. Sotto questo profilo, riprendendo i risultati di un recente seminario organizzato dal Consiglio nazionale dei centri commerciali, si può affernare che la stragrande maggioranza delle strutture italiane sono di modeste dimensioni e relativamente poco flessibili. I giochi si faranno dunque sui nuovi investimenti. Le analisi di Larry Smith , ad esempio, sottolineano che la diffusione delle multisale, un elemento molto qualificante dei centri commerciali, è ancora limitata. In progetto ci sarebbero una decina di strutture, per lo più esterne ai centri. Ci vorranno comunque mesi per arrivare a quota 21 multisale. Al tempo stesso, lo sviluppo di strutture di servizio e intrattenimento è ancora limitato. Un modello vincente si è rivelato quello di Ikea, che ha relizzato delle strutture pluriservizi, a forte capacità di attrazione, e aperte soprattutto la domenica. Ad ogni modo, come testimonia l’indagine, in prima posizione tra i consumatori che mettono in stretta correlazione lo shopping al divertimento sono proprio gli italiani. Le visite negli shopping centre italiani sono in media oltre 20 l’anno (condividiamo le posizioni con Francia e Gran Bretagna), solo in Svezia il consumatore medio supera le 25 visite l’anno. La particolarità, spiegabile in parte anche con il limitato appeal dei centri italiani, sta nel fatto che i consumatori della Penisola passano solo un’ora in uno shopping centre, mentre quelli di Belgio e Olanda sfiorano le due ore. In realtà, come testimonia l’indagine, la domanda di centri commerciali ad alta e qualificata offerta di servizi in Italia è elevata, ma la disponibilità è nettamente limitata. A ciò si aggiunga il fatto che gli italiani lamentano chiaramente la limitata accessibilità ai centri commerciali senza l’uso dell’auto. Come dire, che la generale mancanza di collegamenti alternativi ed efficienti ai centri commerciali ne limita sensibilmente le potenzialità.

V.Ch.
Lunedí 22 Aprile 2002