Ipercoop: lavoratori di serie A e di serie B

13/06/2002

La Gazzetta del Mezzogiorno



Foggia 13 giugno 2002

lavoratori di serie A e di serie B

La presunta contrapposizione tra lavoratori del Nord e del Sud – che è come dire tra lavoratori di serie A e di serie B – vien fatta rilevare dal sindacato ogniqualvolta l’oggetto del contendere riguardi l’Ipercoop. La grande società di distribuzione alimentare emiliano-pugliese ha questa sua caratteristica di essere massicciamente presente con i suoi supermercati nelle due regioni. Per il sindacato però paga un vizio d’origine: non applica le stesse regole contrattuali. Oggi che anche per la Puglia si pone l’esigenza di riunire tutti gli Ipercoop sotto un unico nome in ditta, eliminando tutte quelle società strumentali che ne facevano quasi un’altra cosa rispetto all’originale, ecco riaffiorare la matrice «discriminante».
«I lavoratori foggiani – spiega il segretario della Filcams-Cgil, Salvatore Castrignano – hanno fatto tanto per essere considerati dipendenti della Coop estense, cioè della società cui fanno capo tutti i supermercati dell’Ipercoop in Emilia Romagna. E’ stata una battaglia sindacale che purtroppo ha evocato situazioni incresciose che credevamo fossero superate. Ma una volta ottenuta questa piccola conquista, l’azienda ci ha fatto sapere che considera questa manodopera alla stregua dei neo-assunti emiliani, dunque senza quei benefici di legge previsti in busta paga. Per noi è una discriminazione, perchè i lavoratori della Coop Estense avranno sempre quel gradino in più di vantaggio rispetto a tutti gli altri».
All’Ipercoop di viale degli Aviatori si trovano in questa condizione 220 lavoratori, il settanta per cento dei quali con contratto a tempo indeterminato part-time di circa venti ore settimanali. La vertenza sindacale tuttavia potrebbe coinvolgere tra breve un altro centinaio di nuovi assunti per il nuovo ipermercato in costruzione a fianco dell’attuale. Da qui l’esigenza del sindacato di stabilire con l’azienda regole certe e soprattutto condivise da tutti, che non allarghino ulteriormente il fossato con i dipendenti della coop Estense in "origine" e con i lavoratori che saranno rilevati dalla società storica.
«Quel che noi proprio non riusciamo ad accettare è l’impostazione secondo cui per Ipercoop non è possibile che lavoratori emiliani e pugliesi siano sullo stesso piano. Il fatto stesso – aggiunge Castrignano – che l’azienda abbia stabilito regole diverse sul salario variabile la dice lunga sulle modalità con cui s’intende gestire la vicenda. Perchè i parametri di produttività stabiliti per un ipermercato di Bologna o di Modena non sono gli stessi al Sud e dunque quel "premio" sarà molto difficile intascarlo».