Ipercoop, la Cgil va all`attacco: «Rischio clan»

10/10/2013

AFRAGOLA. Camorra, politica corrotta, sindacati fantasma e incapacità gestionale. L`analisi sulle cause della crisi in cui è piombata la catena regionale di ipermercati e supermercati Ipercoop, sulla quale incombono licenziamenti e chiusure, è di quelle da mozzare il fiato e porta la firma, in un allusivo comunicato ufficiale, di Raffaele Lieto, segretario regionale della Filcams-Cgil, cioè del sindacato di categoria più vicino al mondo delle cooperative «rosse». «Coop Toscana – scrive Lieto – non si è sottratta all`abbraccio mortale della cattiva politica, del rapporto con varie famiglie di ogni tipo presenti sul territorio e nemmeno ad un certo tipo di sindacato». Il dirigente sindacale non ha peli sulla lingua: «Mi riferisco – spiega Lieto – a quelle famiglie che controllano il territorio, ai clan della camorra, ai terreni su cui sono stati costruiti gli Ipercoop, a chi ha costruito, ai parcheggi, ai servizi». Lieto è un fiume in piena: «Ci sono sindacati che fanno affari. Sono state soddisfatte richieste clientelari di tanta politica, assunzioni». Il riferimento a un`indagine della magistratura, che peraltro non ha coinvolto la coop toscana, c`è. Risale al 2011, quando la Dda arresta a Quarto due imprenditori ritenuti affiliati à clan Polverino. In quell`occasione si parla di «mani sull`Ipercoop flegreo», realizzato ne12003. Per il resto solo voci, ipotesi, sia pure inquietanti. Come quella relativa all`affidamento, qualche anno fa, a una ditta locale del parcheggio dell`Ipercoop di Afragola. «Prima era libero – spiega un lavoratore – poi sono arrivati i furti, i danneggiamenti delle auto: il parcheggio ora è a pagamento». Per quanto riguarda la gestione aziendale Lieto forse è più spietato. Accusa la Unicoop di «stoltezza», di «criteri a dir poco discutibili», di «ipermercati aperti in luoghi improbabili, in molti casi rispondenti, più che a criteri economici e a rigorosi studi di mercato, a richieste clientelari. Non hanno portato il meglio del sistema cooperativo, della tradizione toscana. Hanno fatte proprie le peggiori peculiarità campane». «Infine – l`amarezza del sindacalista – annunciano la chiusura di Afragola, con il malcelato intento di scappare definitivamente dalla Campania, nei prossimi mesi. Pagano dunque i lavoratori e la regione, mentre non risulta ancora una discussione vera nella Coop per capire cosa sia accaduto e chi abbia sbagliato». Ieri intanto in un comunicato il sindaco di Casalnuovo, Antonio Peluso, ha stigmatizzato la decisione di Unicoop. Ma Lieto non chiude à dialogo. Ritiene che si possa riaprire una trattativa di salvataggio e rilancio con l`ingresso delle coop emiliane ma giudica inattuabili proposte di «sacrifici salariali e contrattuali da macelleria sociale» o di «vendita dei supermercati». Un`apertura al dialogo che però non attenua la replica di Unicoop. «Oggi – scrive la direzione della coop livornese – che tutti i tempi sono scaduti, vi sono posizioni che potrebbero aiutare, come quella dell`appello dei lavoratori di Afragola, e altre che, per toni ed argomenti usati, affossano definitivamente ogni possibilità di ripresa del dialogo». Anche il sindacato Usb critica l`intervento di Lieto: «Non vorremmo che attacchi del genere tirassero la volata alla cessione ai privati». «Questi attacchi – ribadisce Mario Dello Russo, della Uiltucs – non giovano: dobbiamo indurre le coop a riaprire un tavolo costruttivo». «Lasciar intendere – aggiunge la Unicoop – senza dire esplicitamente è la modalità più scorretta per mettere in cattiva luce l`interlocutore. Lieto sia chiaro, se sa denunci, altrimenti taccia, su questo s`intende». La coop livornese parla di comportamenti imprenditoriali basati su principi di trasparenza e legalità in grado di rendere immune la cooperativa da contatti «imbarazzanti». «Come Unicoop Tirreno rivendichiamo correttezza nei rapporti istituzionali ed imprenditoriali – si spiega nel comunicato della direzione generale – infatti gli unici procedimenti ci hanno visto dalla parte dei danneggiati e nelle varie realizzazioni siamo entrati quando la previsione urbanistica era già definita».