Ipercoop, in arrivo i licenziamenti: giù le saracinesche

14/10/2013


AFRAGOLA. Ipercoop di Afragola chiuso per sciopero e carrelli della spesa rimasti vuoti per quasi tutti la giornata di ieri. È stata la voce insistente di un probabile invio delle lettere di licenziamento ad alimentare la tensione tra i lavoratori, che non si sono recati nella struttura della grande distribuzione proprio di domenica, vale a dire nel momento di massima affluenza della clientela.
Lo sciopero bianco – reso possibile dà fatto che i dipendenti sotto vecchio contratto non sono costretti a recarsi à lavoro nel giorno di straordinario non obbligatorio – ha messo in ginocchio l`ipermercato alle 12.30. Dopo poco più di due ore di attività la direzione dell` Ipercoop è stata costretta ad abbassare le saracinesche a causa della carenza di personale sulle varie postazioni. L`ipermercato è rimasto chiuso per tutta la giornata. «Siamo nauseati da questa situazione – commenta un lavoratore, che però non ha voluto rendere noto il proprio nome – ci sono tutte le ragioni possibili per riaprire la trattativa, grazie alla disponibilità dimostrata da noi dipendenti e dalle istituzioni, ma segnali in questa direzione non ne vediamo proprio». È dell`altro giorno la notizia, confermata dall`assessore regionale à Lavoro, Severino Nappi, della volontà della giunta campana, guidata dà presidente Stefano Caldoro, di coprire con propri fondi i tagli ai salari proposti a luglio dalle cooperative emiliane Estense e Adriatica per consentire il salvataggio di Afragola e dell`intera catena di negozi Ipercoop dislocata nella regione. Nappi è pronto a mettere a disposizione per tre anni, fino a tutto il 2016, i fondi europei destinati alle fabbriche in crisi per coprire la differenza tra i salari attualmente erogati ai 660 addetti della Campania e quelli ridotti attraverso l`attuazione del piano di salvataggio. L`operazione comporterebbe una spesa pubblica di circa 700mila euro. «Purtroppo però ha lamentato Nappi – nonostante la nostra dimostrata volontà di agevolare la permanenza della Coop nel nostro territorio, garantendo la sopravvivenza e lo sviluppo di una parte così significativa dell`economia campana, non giungono risposte di nessun tipo dalle cooperative». La riapertura della trattativa sul piano di salvataggio è nelle mani della proprietaria Unicoop Tirreno, cooperativa toscana con sede a Vignale Riotorto, in provincia di Livorno, e delle cooperative più forti, quelle con sede a Bologna. Il confronto tra le coop Estense e Adriatica e i sindacati era stato interrotto di colpo, praticamente sul nascere, il 29 luglio scorso, in un albergo di Roma, a causa dell`eccessiva distanza tra le parti, determinata dalla proposta delle coop ( riduzione drastica dei salari e modifiche in deroga alla contrattazione nazionale) e dal no dei sindacati, che hanno subito giudicato irricevibili le richieste aziendali. Intanto un centinaio di dipendenti dell`Ipercoop di Afragola hanno scritto una lettera, spedita à presidente di Unicoop, Marco Lami. «Tagliateci temporaneamente i salari ma salvate i nostri posti », la richiesta di una fetta consistente delle maestranze dell`ipermercato ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli.