Iper Pescara Nord ora la proprietà parla di 55 esuberi

25/11/2014   (il Centro)

La crisi del commercio travolge anche uno dei punti vendita storici della grande distribuzione, l`Iper di Città Sant`Angelo. Per i lavoratori della «grande i» si annuncia un periodo di forte tensione, considerato che l`azienda ha dichiarato 55 esuberi. Finiper è pronta a licenziare, e lo ha annunciato nel corso di un incontro che si è svolto nei giorni scorsi con i rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, nelle persone di Lucio Cipollini, Davide Frigelli e Mario Miccoli. La risposta dei sindacati è stato un secco rifiuto, dopodiché i lavoratori sono stati convocati in assemblea, e la partecipazione è stata elevatissima. Su quasi 250 dipendenti in organico hanno partecipato ai due appuntamenti sindacali (uno mattutino e uno pomeridiano) circa 160 addetti. Nel momento in cui è venuto fuori il piano dell`azienda «è emersa tutta l`amarezza dei lavoratori, a cui si aggiunge la delusione nei confronti della proprietà» che oggi li mette alla porta mentre loro sanno di aver dato davvero molto alla «grande ». Al No dei sindacati si aggiunge, dunque, quello del personale che chiede «di rivisitare il numero degli esuberi, di aprire la mobilità volontaria incentivata» e, nello stesso tempo, respinge l`ipotesi di «un ammortizzatore sociale che possa diventare più elevato rispetto ad oggi (21 per cento) perché non è possibile pensare di svolgere tutte le mansioni richieste in un orario di lavoro ridotto e ci sarebbe una penalizzazione più alta in busta paga non sopportabile».
In realtà, i primi scricchiolii in casa Iper risalgono a tre anni fa, quando l`azienda avviò la procedura di mobilità per 48 lavoratori e mentre venti addetti accettarono di lasciare il posto volontariamente, per i rimanenti si decise di fare ricorso ai contratti di solidarietà (la percentuale era ed è del 21 per cento, fino alla fine del 2014). «Nonostante questo», fa notare sempre Frigelli, «adesso l`azienda ci dice che ha ancora 55 esuberi, ma per noi si tratta di una proposta irricevibile anche perché riteniamo che sarebbe la fine dell`ipermercato. L`attività diventerebbe davvero ingestibile, con tutti questi lavoratori in meno. Informeremo l`azienda delle decisioni prese in assemblea e la inviteremo a rivedere le proprie posizioni». La chiusura nei confronti di Finiper, da parte dei sindacati, è totale e dietro questo rifiuto ci sono delle considerazioni particolarmente amare, legate al fatto che questo è soltanto l`ultimo allarme che suona nella zona dopo i 12 licenziamenti di Brico (che scattano oggi) e lo sciopero del personale di Mondo Convenienza per denunciare le infrazioni contrattuali attribuite alla proprietà.
«Siamo in una situazione di vero allarme sociale» commenta Frigelli. Le prime attività colpite dalla crisi sono state quelle industriali, che hanno chiuso i battenti, poi si è passati al settore dei beni di lusso e adesso siamo arrivati anche a chi vende alimenti. Stiamo precipitando in un burrone e se in Abruzzo i dati sono così pesanti è perché c`era, ancor prima della crisi, una concentrazione di centri commerciali davvero eccesiva».