Iper, lo strapotere delle catene straniere

25/02/2002





Grande distribuzione – Per Cermes-Bocconi le multinazionali hanno conquistato oltre il 50% delle grandi superfici commerciali
Iper, lo strapotere delle catene straniere
I grandi gruppi multinazionali della distribuzione, capitanati in Italia da Carrefour e da Auchan-Rinascente, sono leader assoluti nel settore degli ipermercati. Secondo le rilevazioni effettuate dal Cermes dell’Universit� Bocconi la quota di mercato delle imprese multinazionali nella grandi superfici di vendita ha superato il 50% attestandosi al 50,8%, in base alle stime relative alla superficie di vendita utilizzata rispetto al totale. Sempre nel settore ipermercati le strutture a base cooperativa, essenzialmente Coop e Conad, si attestano intorno al 22,6%, anche se va considerato il fatto che proprio di recente Conad ha deciso di allearsi, nel business degli ipermercati, con il colosso transalpino Leclerc. Le catene succursaliste italiane si attestano poi intorno a quota 18% mentre le catene associate si ritagliano una fetta dell’8,6 per cento. Nel canale superpermercati la situazione � pi� equilibrata. Le rilevazioni sulla distribuzione della superficie di vendita indicano che la quota dei gruppi a base cooperativa si attesta sul 24,3% a fronte del 20,1% delle catene multinazionali. La leadership spetta in questo caso alle strutture commerciali associate, mentre i gruppi di carattere succursalista hanno una quota dell’8,6% appena. Pertanto a livello complessivo la pole position italiana (considerando la superficie di vendita nelle strutture moderne) spetta alle catene associate con una quota del 37,8% a fronte del 26,3% dei gruppi multinazionali, del 23,9% delle strutture cooperative e del 10,5% dei gruppi succursalisti. L’indagine ha anche rilevato che i gruppi multinazionali sono leader nel Nord-Ovest con il 33,5% della superficie commerciale complessiva dell’area, davanti alle catene associate (29,6%), e ai gruppi succursalisti indipendenti (10,3%). I gruppi cooperativi si attestano al 15,4 per cento. Se poi si analizzano i dati relativi alle quote di mercato dei gruppi strategici tenendo conto del potenziale grocery – sottolinea l’indagine – si nota che la leadership � delle catene multinazionali con una quota del 28,8% seguite dalle catene associate con il 27,6 per cento. La quota dei gruppi cooperativi si attesta sul 27 per cento. Le catene succursaliste indipendenti sono al 15,2 per cento. Anche in questo caso le catene multinazionali sono leader nel Nord-Ovest con una quota del mercato grocery pari al 36% a fronte del 27,3% delle catene succursaliste. I gruppi associati si attestano sul 19,5% mentre le strutture cooperative sono al 15,6 per cento. L’analisi ha poi messo in evidenza che negli ultimi quattro anni � stata registrata una riduzione della velocit� di sviluppo delle nuove aperture di punti vendita. La velocit� di crescita del numero degli ipermercati � risultata in netta frenata dal 7,9% del 1998 al 5,2% del 2001. Da questo punto di vista la riforma del commercio non ha ancora prodotto gli effetti sperati. Anzi, come rileva l’indagine, ha finito per penalizzare lo sviluppo delle superfici moderne. In tale situazione � risultata svantaggiata la crescita per investimenti diretti in nuove strutture ma sono risultate agevolate le imprese che crescono per acquisizione. C’� stata poi una sorta di rinascita della formula del supermercato (oggetto di importanti fenomeni di riqualificazione) anche sull’onda del fatto che diverse imprese specializzate negli ipermercati hanno diversificato nel canale super.
A cura di Vincenzo Chierchia

Luned� 25 Febbraio 2002