Iper, lo sprint lombardo

16/12/2002




14 dicembre 2002


Iper, lo sprint lombardo

Distribuzione - Il piano regionale del commercio 2003-05 prevede 240mila metri di nuove superfici
VINCENZO CHIERCHIA


MILANO – La Lombardia si prepara a dare il via a nuovi investimenti nel settore della grande distribuzione per un volume complessivo di circa 240mila metri quadrati, nell’ambito del piano di sviluppo del settore distributivo per il periodo 2003-2005 messo a punto nei giorni scorsi dalla Giunta regionale, che può prevedere investimenti per almeno un miliardo di euro. Il piano è stato peraltro al centro di un confronto nell’ambito del recente convegno organizzato a Milano dal Consiglio nazionale dei centri commerciali (Cncc). Il volume di investimenti messo in moto dalla Lombardia è anche più cospicuo se si tiene conto – come ha sottolineato Renato Cavalli, presidente della commissione normativa e pianificazione territoriale del Cncc – del fatto che la regione ha già autorizzato progetti nel settore commerciale per circa 400mila metri quadrati. Pertanto la Lombardia, che di recente ha peraltro varato un regolamento restrittivo per le medie superfici commerciali, ha messo in movimento ben oltre 600mila metri quadrati di nuova superficie commerciale. La Lombardia – come ha rilevato Cavalli nel corso dei lavori del convegno – aveva varato nel 2001 delle norme che hanno dato un’accelerazione ai progetti, con meccanismi di flessibilità per ampliamenti e accorpamenti di superfici commerciali. In pratica ciò ha portato al via libera per quasi tutti i 63 progetti di investimento all’attenzione della Regione nei mesi scorsi, con un’accelerazione della presentazione delle iniziative verso fine novembre. Il meccanismo delle concentrazioni ha consentito ad esempio la regolarizzazione di «grandi centri del tipo outlet avviati alla chetichella come sommatoria di esercizi di vicinato, determinando uno sconvolgimento totale di qualunque limite – ha affermato Cavalli – previsto dal regolamento del 2000». La Regione ha varato un giro di vite a inizio dicembre. Nel frattempo è stato predisposto il programma di sviluppo 2003-2005, che peraltro individua nella distribuzione un settore trainante per lo sviluppo economico dell’intera regione. Il programma, suscettibile di correzioni e perfezionamenti, rileva comunque che la Lombardia ha una rete di vendita meno polverizzata della media nazionale: contro una disponibilità di 126 negozi per abitante, nella regione se ne ritrovano 96; fatta uguale a 100 la media italiana la Lombardia spunta un indice pari a 76. Il nuovo programma appare comunque volto a stimolare i nuovi investimenti e il regolamento restrittivo varato in dicembre dovrebbe essere presto superato. Infatti, come sottolineato a chiare lettere nel corso dei lavori del convegno Cncc, il documento di programmazione punta proprio sulla agevolazione dei processi di qualificazione e di razionalizzazione degli insediamenti commerciali della grande distribuzione oggi esistenti anche con limitati incrementi della superficie di vendita utilizzata e con l’accorpamento di punti di vendita già attivi. Pertanto il blocco della flessibilità oggi in vigore dovrebbe essere fortemente attenuato. Secondo il programma lombardo, l’accorpamento di esercizi di media distribuzione o di grande distribuzione ai fini dell’apertura di nuovi centri di grande distribuzione è assoggettato alla procedura semplificata di autorizzazione «nel caso di insistenza sul medesimo bacino commerciale anche se di scala intercomunale». La provincia di Milano dovrebbe poi registrare gli interventi più cospicui, in base a una previsione, fatta dal Piano, di nuovi metri quadrati di superficie commerciale pari a 24.196 per l’alimentare e a 67.460 per il non food.