Io sono più miliardario di te

17/09/2001





Italiani a nove zeri
Io sono più miliardario di te

Da Giorgio Armani a Roberto Bracchetti. Passando per Ronaldo, Roberto Benigni e Silvio Berlusconi. È l’anagrafe della ricchezza nazionale, che “L’Espresso” ha ricavato dalle dichiarazioni dei redditi personali del 2000. Ecco la lista completa dei quattromila italiani a nove zeri. Dove non mancano le sorprese

di Stefano Livadiotti







Centoventotto miliardi, 566 milioni e 300 mila lire tonde tonde. Con questo imponibi-
le-monstre il re della moda Giorgio Armani risulta, nel 2000, il primo contribuente nazionale. In sostanza, l’italiano con il portafoglio più gonfio. Alle sue spalle, ma molto più indietro, si piazzano il signore pugliese dei divani Pasquale Natuzzi, con 66 miliardi, 816 milioni e 413 mila lire e l’inossidabile presidente della Rcs Cesare Romiti, a quota 46 miliardi, 941 milioni e 287 mila lire. Armani-Natuzzi-Romiti: il terzetto dei più ricchi. O, meglio, di quelli che più dichiarano al fisco.

“L’Espresso” pubblica, in esclusiva – e cifra per cifra – l’elenco completo dei duemila italiani più danarosi. Da Armani all’ultimo in classifica, il milanese Roberto Bracchetti (un miliardo 493 milioni e 76 mila lire); tutti comunque con un reddito a nove zeri. Dunque, miliardari. E nella versione online l’elenco dei Paperoni italiani si allunga fino alla posizione numero 4000: nella colonna qui a destra troverete la lista completa divisa un gruppi di 400 persone. I dati sono relativi alle dichiarazioni dei redditi personali (Irpef, per intenderci) presentate nel 2000 e quindi riferite ai guadagni realizzati nel 1999.

A scorrere gli elenchi s’incappa in più d’una sorpresa. Il magnate delle tv, nonché presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi non va oltre il venticinquesimo posto, con 16 miliardi, 259 milioni e 244 mila lire, precedendo solo d’un soffio l’asso brasiliano del pallone Ronaldo (15 miliardi, 903 milioni e 732 mila lire). E il presidente d’onore della Fiat Giovanni Agnelli finisce addirittura in quarantacinquesima posizione, fermo alla soglia degli 11 miliardi, 398 milioni e 991 mila lire: largamente alle spalle non solo del suo avvocato di fiducia Franzo Grande Stevens (18 miliardi, 852 milioni e 963 mila lire), ma perfino del suo pupillo calcistico Alessandro Del Piero, che tra una pedata e l’altra si mette in tasca 14 miliardi, 45 milioni e 877 mila lire.

Ancora, il presidente della Confindustria Antonio D’Amato è solo al settecentosedicesimo posto: con un imponibile di appena 2 miliardi, 472 milioni e 138 mila lire, il rappresentante ufficiale del capitalismo nazionale viene ampiamente scavalcato dalla conduttrice tv Maria De Filippi (2 miliardi, 949 milioni e 647 mila lire).

Se tutto ciò può apparire strano, in realtà la spiegazione è invece semplice. Per prima cosa bisogna tenere ben presente che stiamo parlando di redditi personali. Certamente molti imprenditori, professionisti e commercianti sono ben più ricchi di Del Piero. Ma possono essersi messi in tasca, in un dato anno, meno di lui. O perché le loro aziende non hanno guadagnato. O perché i profitti realizzati sono rimasti all’interno di una struttura societaria più o meno complessa, senza arrivare direttamente nel portafoglio dell’azionista e quindi nella sua dichiarazione fiscale personale. Ecco il perché di certi clamorosi sorpassi.

Ma non basta. C’è poi un secondo aspetto importante per valutare correttamente i dati di queste pagine: l’evasione fiscale. Nonostante i puntuali e roboanti proclami di tutti quanti si sono via via seduti sulla poltrona di ministro delle Finanze, quella del contribuente che fa il furbo resta una piaga nazionale. Una recente stima ha indicato gli evasori totali intorno a quota un milione e mezzo. Se le cose stanno davvero così, è facile immaginare quanti altri al momento di compilare il modello da presentare al fisco vengano colti almeno da qualche improvvisa amnesia. Questo spiega il perché di altrettante clamorose assenze.

Al di la di queste precisazioni, i tabulati del ministero delle Finanze consentono comunque di tracciare un’inedita mappa della ricchezza nazionale. Ecco, allora, nome per nome, l’anagrafe completa dei primi duemila miliardari italiani: chi sono e quanto guadagnano.

12.09.2001
Le altre classifiche
Da 1 a 400 (da 128,566 a 3,283 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24061,00.html

Da 401 a 800 (da 3,282 a 2,344 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24062,00.html

Da 801 a 1200 (da 2,342 a 1,922 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24063,00.html

Da 1201 a 1600 (da 1,921 a 1,680 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24064,00.html

Da 1601 a 2000 (da 1,679 a 1,493 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24065,00.html

Da 2001 a 2400 (da 1,492 a 1,372 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24066,00.html

Da 2401 a 2800 (da 1,372 a 1,276 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24067,00.html

Da 2801 a 3200 (da 1,275 a 1,201 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24068,00.html

Da 3201 a 3600 (da 1,201 a 1,136 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24069,00.html

Da 3601 a 4000 (da 1,136 a 1,117 mld) http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24070,00.html

La mappa dei soldi regione per regione http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,24244,00.html