Invalidità, pensioni e auto blu Supertassa sulle stock option

25/05/2010

Una sola finestra per l’anzianità. Amministratori spreconi ineleggibili
ROMA — Aumento dal 74 all’80% del grado di invalidità utile per ottenere gli assegni pubblici e compartecipazione delle Regioni alla spesa. Cancellazione dei finanziamenti stabiliti dalle leggi, totalmente inutilizzati negli ultimi tre anni. Destinazione ai fondi per la Cassa integrazione degli eventuali risparmi di Camera, Senato, Quirinale e Consulta. E poi, ancora, l’accelerazione dell’età pensionabile per le donne nel settore pubblico, riduzione delle auto blu, razionalizzazione degli immobili a uso governativo, taglio dei trasferimenti agli enti locali che sforano il Patto di stabilità interno, con la perdita dell’eleggibilità per gli amministratori, nuova stretta sulla spesa farmaceutica.
La manovra per la correzione dei conti pubblici presentata ieri sera dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, alla Consulta economica del Pdl, e che dovrebbe essere varata oggi dal Consiglio dei ministri dopo un’ultima verifica con Regioni, enti locali e parti sociali, si arricchisce di ulteriori novità sostanziali. Tra queste, il capitolo destinato allo sviluppo. Ci sarà la possibilità di ridurre o azzerare l’Irap sulle nuove imprese nel Sud ed è prevista la riprogrammazione sulle nuove infrastrutture dei mutui della Cassa depositi concessi, ma mai attivati dagli enti locali (valgono 6 miliardi).
Stato più leggero
Vanno verso una revisione anche le norme sulle procedure concorsuali avviate dalle imprese in difficoltà. Nella manovra, in un disegno di legge, entreranno anche le norme antievasione: fattura telematica oltre i tremila euro, addizionale del dieci per cento sulle stock-options, inversione dell’onere della prova a carico dei contribuenti, abbassamento della soglia per l’uso del contante da 12.500 a 5-7.000 euro.
La cura dimagrante investirà tutto l’apparato politico, con la conferma dei tagli agli stipendi dei ministri e dei sottosegretari non parlamentari, la destinazione dei risparmi di Camera e Senato ai fondi per la Cassa integrazione, il dimezzamento dei contributi ai partiti (e l’azzeramento con lo scioglimento anticipato delle Camere). I titolari di cariche elettive che hanno altri incarichi pubblici potranno godere solo del rimborso spese e di un gettone di presenza di 30 euro. La stretta riguarderà ovviamente anche la pubblica amministrazione. Partecipare agli organi collegiali di enti e società frutterà solo il rimborso spese e ilmicro gettone, una regola che vale anche per i consiglieri degli enti di diritto privato che ricevono contributi pubblici. Per le società dello Stato non quotate è prevista la riduzione del 10% delle indennità e dei compensi ai membri degli organi di gestione e controllo. Per destinare soldi alle infrastrutture e mantenere l’Anas fuori dal perimetro della pubblica amministrazione si prevedono i pedaggi sulle strade di connessione con i tratti autostradali (ad esempio il Grande raccordo di Roma). Previsto anche un nuovo giro di vite sulle società pubbliche in perdita per 3 anni di seguito. Agli enti soppressi si aggiunge anche il Comitato Sir, che porta in dote 350 milioni. Previsto anche l’accorpamento degli enti previdenziali. Ipsema e Ispesl saranno soppressi e confluiranno nell’Inail, mentre l’Inps assorbirà l’Ipost.
Auto blu, immobili
La spesa per le auto blu, tranne che per Vigili del fuoco e il Comparto sicurezza, dovrà essere ridotta del 20%. Viene previsto il censimento degli immobili degli enti di previdenza, con specifica indicazione di quelli a uso istituzionale e di quelli in godimento ai privati. Saranno poi razionalizzati gli immobili usati dallo Stato: quelli in affitto potranno essere acquistati dagli enti previdenziali.
Pensioni e lavoro
Nel pubblico impiego si prevede di accelerare l’aumento dell’età di pensionamento delle donne, mentre ci sarà una finestra mobile per le uscite di vecchiaia (6 mesi dalla maturazione dei requisiti). Sale dal 74 all’80% il grado di invalidità necessario per ottenere le nuove pensioni, al cui finanziamento parteciperanno direttamente le Regioni. La manovra conferma il congelamento dei contratti del pubblico impiego e il taglio degli stipendi per chi guadagna di più: meno 5% per la quota superiore ai 90 mila euro, meno 10% per quella che eccede i 130 mila. Il blocco parziale delle assunzioni (uno nuovo ogni cinque uscite) sarà confermato per altri due anni, ed è prevista anche la mobilità in deroga.
Spese ed enti locali
Gli ultimi ritocchi alla manovra prevedono il definanziamento degli stanziamenti previsti per legge e non utilizzati negli ultimi tre anni, che saranno cancellati. Si prevede l’estensione delle verifiche sulla spesa di tutte le amministrazioni centrali: Ragioneria e Corte dei conti dovranno controllare anche i centri finora autonomi, come la presidenza del Consiglio e la Protezione civile. Per Comuni e Province che non rispettano il Patto c’è il blocco dei trasferimenti pubblici e l’ineleggibilità degli amministratori. Mentre per contenere la spesa per la sanità è prevista una nuova stretta sulla farmaceutica, con il taglio del prezzo dei farmaci equivalenti e il contributo delle farmacie.