«Inutili le aperture domenicali»

09/02/2012

Modena : LAVORATRICI e lavoratori infuriati si sono riuniti ieri nel Salone Corassori della Cgil per confrontarsi con le rappresentanze sindacali (Cgil, Cisl e Uil) sulla liberalizzazione degli orari nel commercio. La decisione
di Coop Estense di dare il via alle aperture domenicali per adeguarsi alla concorrenza di altri supermercati ha scatenato un putiferio tra i dipendenti. «Sono arrabbiata nera – dice Franca Zimbaro che lavora al Grandemilia – tutte queste aperture domenicali sono inutili, non ci sono clienti, quindi i costi risultano superiori alle vendite. È vero non abbiamo dati alla mano, ma abbiamo gli occhi e vediamo quante persone ci sono e quando vengono o comprano». L.N. conferma: «Domenica scorsa ero alle riletture, quindi non fissa in cassa, ma in 5 ore ho fatto solo 300 euro».
PARLANDO con loro si capisce che i problemi sono diversi ma fondamentali. Primo: l`affluenza.
Fino ad oggi i grandi centri commerciali potevano aprire 8 domeniche all`anno più le 5 di dicembre e in queste occasioni di solito facevano promozioni o sconti. Passando da 12 domeniche a 52 non si possono,
per ovvi motivi, proporre ogni volta le scontistiche, cosa che porta ad una diminuzione dei clienti. Inoltre si rischia di avere molta meno affluenza durante la settimana, il lunedì mattina per esempio. «Capita a volte – confessano le lavoratrici che ci chiedano di andare a casa prima della fine del turno».
Secondo: gli orari. Wilma Lo Duca, che lavora presso Le Gallerie ci spiega: «Ho fatto il turno dalla 15 alle 22, ma dalle 18 in poi la galleria era vuota. La domenica mattina poi, fino alle 11 non si vede nessuno». Terzo problema: il servizio. Con un giorno lavorativo in più occorre spalmare il personale sull`intera settimana, diminuendo il numero di persone in servizio al giorno. Di conseguenza si peggiora il servizio offerto. «I clienti sono costretti ad aspettare a lungo, cosa che li fa imbufalire commentano spesso arrivano addirittura ad insultarci. Esagerando nel disservizio si rischia di perdere molte vendite».
QUARTO: «Hanno valutato il costo sociale di questa scelta?», si chiede il segretario Ficams Cgil Marzio Govoni. E aggiunge: «La giustificazione della concorrenza è un assoluto falso. Pensate che uno dei "concorrenti" in un anno fa lo stesso in casso che supermercati come Grandemilia o Le Gallerie fanno in tre giorni. Noi contestiamo questa operazione estrema – conclude – e il silenzio assordante dei partiti sulla questione. Non è una liberalizzazione, ma una deregulation». Il coro di proteste si unisce a quelle dei negozianti delle gallerie all`interno degli ipermercati La Rotonda e Grandemilia, che nei giorni scorsi avevano inviato una lettera al nostro giornale. Le lamentele erano simili a quello di ieri all`assemblea della Cgil: più domeniche al lavoro significa azzerare la vita sociale e mettere in difficoltà le famiglie. E a loro parere non si è nemmeno sicuri di ottenere una valida contropartita economica tenendo aperto sette giorni su sette.