«Inutili interventi a pioggia»

17/11/2004

    mercoledì 17 novembre 2004

    sezione: IN PRIMO PIANO – pag: 2

    Cgil, Cisl e Uil concordano sulla necessità di misure più selettive per meglio sostenere lo sviluppo
    «Inutili interventi a pioggia»
    LINA PALMERINI

    ROMA • Due iniziative dopo lo sciopero del 30 novembre contro la Finanziaria. Una sul Mezzogiorno, l’altra sulle crisi industriali. Nell’incontro di lunedì sera, i tre segretari generali sono andati oltre la manovra, dando per scontato che «anche se continua a cambiare, non cambierà in meglio». Dunque, hanno deciso di spostare il tiro sugli altri problemi del Paese. Problemi ignorati dal Governo, come appunto il Sud e il sistema industriale.

    Cgil, Cisl e Uil stanno pensando di fissare a Milano un’iniziativa che accenda i riflettori sull’impresa. «Le crisi sono tantissime, noi ormai passiamo più tempo a Palazzo Chigi a discutere di ristrutturazioni aziendali che al sindacato», dice Giorgio Santini, segretario confederale Cisl. Messe in fila, fanno effetto: «Partiamo dall’Alitalia, poi c’è il polo elettronico, la prossima settimana torneremo a Palazzo Chigi a parlare della chimica siciliana, le accierie, l’auto: la situazione è molto seria», dice Santini guardando i primi dati sulle crisi che la Cisl raccoglierà in un rapporto.

    La strada del dialogo con il Governo — o della concertazione — non c’è più, «è introvabile», dice Savino Pezzotta e allora le tre confederazioni scelgono un altro percorso. Quello di individuare da soli i temi, consolidare l’alleanza tra le tre confederazioni, cercare sponde tra le controparti e dialogare con le istituzioni. Come sta accadendo con il Parlamento, come accade — a distanza — con il presidente della Repubblica. Le parole dette ieri da Ciampi sul Mezzogiorno rafforzano le idee e le posizioni delle parti sociali che hanno fatto del Sud una bandiera, sottoscrivendo un testo comune con Confindustria. Insomma, se la triangolazione con ad hol’Esecutivo non funziona, se ne cercano altre.

    Si è parlato molto del trasporto pubblico locale «perché non succederà come lo scorso anno. Se non c’è il contratto questa volta interveniamo direttamente noi preparandoci alle mobilitazioni», dice Savino Pezzotta. Per il resto si è discusso di quello che sta accadendo nel Governo con la Finanziaria che cambia ras «ma non in meglio» e dello sciopero generale del 30 novembre. «La manovra — ha detto ieri Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil — è lo specchio del fallimento del Governo e i suoi effetti sono destinati a pesare nel tempo. La stessa scelta fiscale non risolverà né i problemi delle imprese né quelli del Mezzogiorno né dei redditi dei lavoratori e dei pensionati. Anzi, addirittura li aggrava. Le ragioni dello sciopero sono quindi tutte confermate e rafforzate».

    Su alcuni temi la sintonia con Confindustria resta. Sull’Irap, per esempio. «Vogliamo che l’intervento sia selettivo, non a pioggia. In grado di sostenere le imprese che fanno ricerca e sviluppo. Condividiamo quindi le parole del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo», ha detto ieri Luigi Angeletti, leader della Uil. E aveva detto «no» a una riduzione generalizzata dell’Irap anche Savino Pezzotta. Certo, non è detto che l’alleanza tenga e che la versione finale della Finanziaria non scontenti più i sindacati delle imprese.

    Venerdì i tre leader torneranno a vedersi per fissare i primi appuntamenti più strettamente sindacali: l’avvio delle commissioni su riforma contrattuale e regole di democrazia economica. E si fisserà anche la data per un seminario sull’autonomia sindacale e il rapporto con la politica. «Lo faremo, probabilmente, a gennaio», ha detto Angeletti. Domani, però, c’è già un appuntamento decisivo: un nuovo incontro tra Fiom, Fim e Uilm per cercare di scrivere una piattaforma unitaria per il contratto dei metalmeccanici. Le distanze sul salario restano, domani si capirà se le categorie ce la faranno da sole o se anche questa palla rimbalzerà nel campo dei tre segretari generali.