Intesa vicina per Albi a due livelli

14/03/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Riforme in cantiere
    Confronto tra professioni e ministeri dell’Università e della Giustizia per raccordare gli Ordini con i nuovi titoli accademici

    Intesa vicina per Albi a due livelli
    Resta ancora da risolvere la denominazione professionale dei laureati – Competenze ripartite con gli «specialisti»
    Maria Carla De Cesari
    ROMA Albi organizzati in due sezioni per ospitare laureati e laureati specialisti; ripartizione delle attività professionali tra i due livelli senza modificare il regime delle competenze attribuite o riservate in via esclusiva o meno; accesso all’esame di Stato senza riferimento ai curricula ma solo alle "classi" di appartenenza dei titoli; esame di Stato "facilitato" per l’accesso al livello dei laureati specialisti se si proviene dalla sezione "laureati"; agevolazioni per chi ha frequentato un corso frutto di convenzioni tra atenei e professioni. Nell’area tecnica, infine, la laurea potrà essere requisito per l’esame di Stato per l’iscrizione ai Collegi o alla sezione apposita dell’Ordine di riferimento. Sono questi i punti su cui si sta costruendo l’intesa tra i ministeri dell’Università e della Giustizia. Il quadro è stato definito al termine di una giornata di confronto con i vertici delle professioni regolamentate, il ministro della Giustizia, Piero Fassino, il sottosegretario all’Università, Luciano Guerzoni, e gli staff dei due dicasteri.
    «Abbiamo lavorato in modo costruttivo per l’intera giornata. Il confronto con le professioni — ha detto Guerzoni — è stato approfondito, in quanto siamo entrati nel merito dei problemi e delle proposte avanzate da ciascuna professione». Oggi, ha continuato Guerzoni, «la commissione presieduta da Giampaolo Rossi, con i tecnici del ministero della Giustizia, vaglierà i pareri per la stesura della proposta conclusiva da sottoporre al concerto dei ministri dell’Università e della Giustizia. Pur riconoscendo che rimangono alcuni problemi aperti, rimessi a questo punto alla responsabilità della decisione politica, credo di poter dire che siamo in dirittura d’arrivo».
    Lo schema di regolamento (si tratta di un Dpr) sarà quindi approvato dal Consiglio dei ministri e sottoposto al Consiglio di Stato; se tutto filerà liscio, il passaggio potrà avvenire già la prossima settimana. Il provvedimento, salvo aggiunte dell’ultima ora, dovrebbe riferirsi alle attuali professioni di: dottore agronomo e forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, biologo, chimico, dottore commercialista, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale, psicologo, ragioniere e statistico. Il raccordo tra i nuovi titoli accademici e gli altri Ordini, in particolare quelli dell’area sanitaria (ma è tuttora irrisolto il problema dei consulenti del lavoro e dei giornalisti, per esempio), avverrà con regolamenti successivi.
    Le norme — secondo quanto afferma la parte generale del regolamento — «non modificano l’ambito stabilito dalla normativa vigente in ordine alle attività attribuite o riservate, in via esclusiva o meno, a ciascuna professione. L’elencazione delle attività professionali compiuta nel titolo II, per ciascuna professione, non pregiudica quanto forma oggetto dell’attività di altre professioni ai sensi della normativa vigente». In questo modo si punta a non interferire con l’ambito delle professioni non soggette all’esame di Stato, che hanno paventato il rischio di un allargamento indebito delle esclusive.
    Nonostante i passi in avanti resta una serie di difficoltà da superare. Secondo quanto hanno riferito alcuni partecipanti alla riunione, un’accesa discussione ha avuto come tema il titolo professionale da attribuire ai laureati. Questi ultimi vanno chiamati, per esempio, tecnici di biologia o biologi tecnici? La questione non è solo nominalistica, ma sottintende un diverso riconoscimento "professionale": la seconda formulazione per gli Ordini potrebbe trarre in inganno la clientela.
    Quanto all’esame di Stato, come proposto inizialmente dalla commissione Rossi, ci saranno quattro prove (una pratica, due scritte di carattere generale e un orale). «Restano definite con decreto del ministro competente la composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di espletamento delle prove d’esame», prevede la bozza di regolamento.
    Il futuro Dpr, invece, detta i criteri per gli organismi collegiali all’interno degli Ordini: qualora gli Albi siano strutturati in due sezioni (e gli attuali esercenti la professione sono collocati in quella più "alta"), la rappresentanza dovrà essere assicurata in modo proporzionale al numero degli iscritti a ciascun livello. Tuttavia, almeno il 50% degli eletti dovrà appartenere alla sezione dei laureati specialisti, cui spetta anche l’elettorato passivo per il presidente.
    Durante la riunione di ieri è stata anche chiarita la sorte professionale dei diplomati universitari. «Gli sbocchi — ha detto Guerzoni — saranno definiti con una tabella allegata al decreto». Infine, le reazioni delle professioni: positive, con qualche riserva, da parte degli Ordini tecnici, che hanno sottolineato come il confronto sia stato «aperto». Prudenza da parte di dottori commercialisti e ragioneri: il profilo futuro sarà coincidente; tuttavia è da decidere se ci sarà una confluenza dei due Albi attuali e quale sarà lo strumento normativo.
    Mercoledì 14 Marzo 2001
 
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