«Intesa sulle pensioni? Non la vedo»

15/12/2003


VENERDÌ 12 DICEMBRE 2003
 
Pagina 45 – Economia
 
 
LA POLEMICA
Epifani contro Maroni: parla a sproposito sulle nostre intenzioni

"Intesa sulle pensioni? Non la vedo"
          Pezzotta non esclude una contromissiva al premier. Asse con Bossi sul Tfr
          DAL NOSTRO INVIATO
          ELENA POLIDORI


          BRUXELLES – Botta e risposta Maroni-Epifani sulla riforma delle pensioni. Il ministro dice che i sindacati «hanno riconosciuto la necessità» di metter mano alla previdenza e che un accordo «è possibile». Il leader della Cgil replica secco: «La riforma l´abbiamo già fatta, tre volte. Maroni parla troppo e talvolta a sproposito». Ma allora, l´accordo? «Non vedo le condizioni per una trattativa e dunque per un accordo».
          Clima da day after. E infatti, il giorno dopo la tregua armata siglata tra governo e sindacati sul tema delicatissimo della previdenza, le distanze tra i contendenti paiono addirittura allungarsi. Persino Savino Pezzotta, che pure sulla questione-pensioni ha già reso pubbliche sue proposte, dice ora che «un confronto è un confronto e non si possono anticipare i tempi di un confronto». Cauto anche Luigi Angeletti della Uil: «Le differenze tra noi e il governo restano». Però, chiacchierando con i tre sindacalisti nel viaggio verso Bruxelles, dove s´è riunito il vertice sociale tripartito cui hanno preso parte tutti – Pezzotta, Epifani, Angeletti, Maroni – s´è capito che sta prendendo forma una tattica del sindacato che consiste soprattutto nel non scoprire le carte fino all´ultimo minuto, fino cioè allo scadere della tregua, il 10 gennaio. All´interno di questa cornice, tuttavia, restano ad oggi profonde divergenze. Epifani non solo non intende fare nessuna controproposta al governo, ma a chi gli chiede per esempio che ne pensa dell´innalzamento dell´età pensionabile, un tema che Pezzotta non vede come un tabù, risponde: «La verifica va fatta tra un anno, così come prevede la riforma Dini»; intanto bisogna far funzionare «gli incentivi a restare al lavoro». E in questo mese, se proprio ci sarà un tavolo, magari ci andranno i tecnici. Lo stesso Pezzotta, che pure è disponibile a mettere sul piatto alcune concessioni – quella dell´età, appunto, ma anche la riduzione delle «finestre» di uscita – preferisce ora mettere l´accento sul ritrovato dialogo «che è sempre meglio del silenzio». E Angeletti: «E´ prematuro fare valutazioni sull´esito del confronto».
          Sotto sotto però, almeno Cgil e Cisl, già pensano a come rispondere al premier nel caso in cui dovesse davvero partire l´ormai famosa «lettera agli italiani» sulla riforma delle pensioni. Pezzotta non esclude una contromissiva, «non da spedire per posta perché noi non abbiamo i soldi», ma da far distribuire ai delegati «casa per casa, città per città, a mano». Ad Epifani non dispiace invece l´idea girotondina di rispedire la comunicazione al mittente. Si affilano le armi, insomma, mentre i rispettivi direttivi si riuniranno nei prossimi giorni. Ma la tregua, si sa, dura un mese e trenta giorni è un tempo lunghissimo nel quale può succedere di tutto. Già ora, sia pure su una questione più marginale, s´è creato un asse singolare con Bossi, contrario a toccare il Tfr. «Siamo tutti con lui», dichiara Pezzotta, ottenendo su questo il consenso degli altri suoi colleghi. Bisognerà vedere se anche sulle pensioni, alla fine, il sindacato ritroverà l´unità o se invece vincerà la linea di chi, dentro il governo e non solo, scommette sulla divisione.