Intesa per lavanderie industriali

21/12/2009

Firmato il rinnovo del contratto delle lavanderie industriali. Dopo cinque mesi di trattative (iniziate il 21 luglio scorso), i sindacati Femca, Filtea, Uilta hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo con Assosistema. L’incremento medio è di 126,75 euro lordi per il triennio, composto di 118,75 euro sulla retribuzione di modulo e ulteriori 8 euro mensili (che saranno corrisposte dal novembre 2011) che serviranno a incentivare la professionalità tramite il nuovo sistema di inquadramento. L’aumento verrà versato in quattro tranche: la prima il mese prossimo, l’ultima nel gennaio 2012. Sempre nel prossimo gennaio i 35 mila addetti del settore (di cui il 65 per cento donne) riceveranno in busta paga anche la somma una tantum di 130 euro lordi, a copertura economica del periodo di vacanza contrattuale (il CCNL era infatti scaduto il 30 giugno 2009). “L’intesa – commenta il segretario nazionale Filtea CGIL Giampaolo Mati – costituisce per le materie trattate e gli esiti economici pattuiti un punto di equilibrio apprezzabile, dovuto a un negoziato che non ha mai perso di vista le esigenze dei lavoratori e delle imprese, in una fase difficile dell’economia e delle relazioni sindacali, continuando a guardare e progettare il futuro con un atteggiamento propositivo e aperto all’innovazione”. Il rinnovo prevede anche altre novità. Si è disciplinata la contrattazione di secondo livello, definendo procedure e linee guida per la sua estensione, inoltre si istituisce sul tema uno specifico osservatorio; introdotto anche un elemento perequativo (120 euro l’anno da erogarsi dal gennaio 2012) per i lavoratori dipendenti di aziende che non abbiano svolto contrattazione di secondo livello entro il 31 dicembre 2011. Ridotto significativamente il periodo di apprendistato, mentre sono stati definiti tempi e modi per l’entrata a regime del nuovo sistema di inquadramento professionale. È stato infine firmato un protocollo di intenti in materia di promozione effettiva delle pari opportunità,
teso soprattutto a favorire l’occupazione femminile