Intesa e Unicredit in Ventaglio

23/12/2004

    giovedì 23 dicembre 2004

    sezione: FINANZA E MERCATI – pagina 30

    Raggiunto l’accordo tra il tour operator e le banche creditrici: gli istituti entreranno nel capitale

      Intesa e Unicredit in Ventaglio

        Intanto procede il negoziato sul salvataggio della Cit: nuovo summit a giorni

          SIMONE FILIPPETTI

            MILANO • Accordo fatto per i Viaggi del Ventaglio. Secondo indiscrezioni raccolte ieri sarebbe finalmente arrivata la firma definitiva con le banche per il salvataggio del tour operator. Nel capitale entreranno, con ogni probabilità, Unicredit e Intesa, mentre un pool allargato a SanPaolo Imi dovrebbe provvedere al rifinanziamento del bond.

            Le trattative con le banche che, come anticipato la settimana scorsa dal Sole 24 Ore, erano ormai giunte in fase molto avanzata sarebbero arrivate a conclusione alla vigilia della chiusura della scadenza dei diritti inoptati per l’aumento di capitale. Con alcune modifiche rispetto alle prime indiscrezioni trapelate: la parte "inevasa" della ricapitalizzazione da 50 milioni, un importo di circa 25 milioni, sarà sottoscritto solo da Banca Intesa e Unicredit rispetto alla short list iniziale che vedeva in campo anche SanPaolo Imi e Deutsche Bank.La banca tedesca non sarebbe più della partita, e tra l’altro risulterebbe essere stata contattata soltanto per l’emissione di un bond «high-yield» che adesso è stato accantonato; mentre il SanPaolo Imi sarebbe ancora in pista sul secondo punto dell’accordo, quello relativo al bond da 100 milioni in scadenza a maggio 2005, che sarà rifinanziato dagli istituti. Per quanto riguarda la disponibilità di nuova finanza, sottoforma di disponibilità a un eventuale nuovo aumento di capitale, c’è ancora da mettere a punto alcuni dettagli. sull’importo.

            Sembrano finite nelle secche, invece, le trattative su Cit. Da mesi vanno avanti i colloqui tra banche, Sviluppo Italia e l’advisor Livolsi senza che si sia finora giunti a una soluzione per la crisi della compagnia turistica. Eppure il salvataggio è sempre più urgente visto che la situazione va deteriorandosi. «Da cinque mesi non vengono più pagati gli stipendi — lamenta Andrea Cavola del Sult — mentre si susseguono incontri inconcludenti». Al momento lo stato di salute di Cit non è noto: gli ultimi dati di bilancio comunicati, relativi al primo semestre, riferivano di perdite per 30 milioni su un fatturato in calo a 107 milioni. Nei giorni scorsi i rappresentanti dei lavoratori hanno minacciato anche un possibile ricorso alla Procura di Milano, per il momento accantonato, mentre invocano per l’azienda lo stessa celerità riservata a Volare. Tra oggi e domani, secondo indiscrezioni, è previsto un nuovo vertice istituzionale, che si potrebbe essere risolutivo. La partita, spiega una fonte finanziaria, è ormai tutta in mano alle banche. Si è un po’ defilata anche Sviluppo Italia, in attesa che le banche prendano una posizione. «La sensazione — rivela la medesima fonte — è che tutti attendano per fare la prima mossa, ma nessuno sembra al momento decidersi». Il timore dei sindacati è che lo stallo delle trattative in cui la compagnia si è arenata possa prolungarsi per un altro mese: a fine gennaio dovrà chiudersi l’aumento di capitale per ripianare il patrimonio netto negativo.