Intesa Daimler-Renault-Nissan Rivoluzione nel mercato auto

08/04/2010

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano ad allearsi. Dopo il risiko di fusioni e partnership che l’anno scorso ha stravolto il panorama mondiale dei produttori di auto, ieri sono stati il gruppo franco-nipponico Renault-Nissan e la tedesca DaimlerAGad annunciare a Bruxelles l’inizio di una «cooperazione strategica a lungo termine». Obiettivo: puntare sui motori di piccola cilindrata e le auto elettriche, cioè fare la guerra in uno dei segmenti prediletti
della Fiat. In una conferenza stampa congiunta l’ad del gruppo francese, Carlos Ghosn, e quello della Daimler, Dieter Zetsche, hanno spiegato i termini dell’accordo che porterà Renault e Nissan a possedere ciascuna l’1,55% di azioni della casa di Stoccarda e questa a mettere in portafoglio il 3,1% delle alleate. Mal’incrocio azionario, hanno precisato, ha solo un valore simbolico per sottolineare «l’impegno reciproco a realizzare progetti concreti».
Le attività comuni saranno gestite da un comitato di 12membri guidato dai due amministratori delegati. Per sopravvivere «le nostre aziende devono essere presenti ovunque sul mercato, dalla low cost in India all’auto di lusso in Europa», ha detto Ghosn,«mada sole non ce la fanno».
RISPARMI
Con questa alleanza invece si prevede che nei prossimi cinque anni i due gruppi riusciranno a mettere in cassa circa 2 miliardi di euro a testa, tra risparmi e ricavi. Daimler, che possiede i marchi Mercedes- Benz e Smart, cercava qualcuno con cui condividere i costi per lo sviluppo della nuovadue posti e vuole estendere la produzione ai piccoli motori da 3 e 4 cilindri e ai veicoli commerciali leggeri, in vista delle nuove norme anti-inquinamento Euro 6 del 2014.
Renault trova un partner per lo sviluppo delle nuove versioni dei modelli Twingo e Clio e già si prevede una versione elettrica per tutte le «piccole» dei tre marchi. Lo Stato francese ha salutato con soddisfazionel’accordo, annunciando che intende restare l’azionista di riferimento di Renault (15,01% del capitale). Il ministro dell’Economia, Christine Lagarde, e quello dell’Industria, Christian Estrosi, hanno sottolineato che grazie a questa cooperazione «si apriranno in Francia delle prospettive occupazionali nuove nei siti di produzione di Renault (Maubeuge e Cleon) e di Daimler (Hambach) ».
Due anni fa Sergio Marchionne aveva previsto tutto: «dopo la crisi economica resteranno solo sei grandi gruppi» con una produzione superiore ai 6 milioni di auto all’anno. Così come aveva previsto che le norme restrittive sull’inquinamento della Commissione europea, che a prima vista sembravano avvantaggiare i costruttori di auto di piccole cilindrata coma la Fiat, in realtà avrebbero costretto il marchio italiano a confrontarsi con i colossi tedeschi che prima si accontentavano di primeggiare nel prestigioso segmento delle auto di lusso.
Tanta preveggenza però non è bastata ad evitare i contraccolpi dei mercati azionari. Ieri i titoli Fiat sono stati i peggiori di Piazza Affari, con un calo del 2,16% su cui ha pesato la nuova partnership annunciata a Bruxelles. «L’accordo – ha spiegato un’analista – ha per oggetto prodotti di un segmento importante per la Fiat e potrebbe rappresentare una qualche minaccia per il Lingotto». A dicembre Marchionne aveva annunciato l’obiettivo di raggiungere con Chrysler la soglia dei 5 milioni di veicoli l’anno entro il 2014. Una cifra che rischia di non essere sufficiente contro gli oltre sei milioni di veicoli l’anno di Renault-Nissan, a cui si aggiungono ora l’1,6 milioni di Daimler.