Intesa Confindustria-sindacati sul Fondo per la formazione

31/01/2002





Intesa Confindustria-sindacati sul Fondo per la formazione
ROMA – Confindustria e sindacati confederali hanno raggiunto un accordo per la costituzione di un fondo di natura privatistica per la formazione continua dei lavoratori. Il fondo, che si chiama Fondimpresa, servir� a finanziare i piani formativi presentati dalle imprese, oltre che a monitorare i fabbisogni formativi sul territorio. Era stata la Finanziaria 2001 a stabilire di destinare il contributo previdenziale dello 0,3% alla formazione continua dei lavoratori occupati. Contrariamente a quanto avviene ancora oggi e nonostante quanto era stato concordato gi� con l’intesa del ’93, Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito la necessit� di finalizzare l’utilizzo dello 0,30% per potenziare gli investimenti di formazione continua dei lavoratori, individuare un meccanismo che consenta alle imprese un accesso alle risorse finanziarie pi� semplice e rapido rispetto agli attuali sistemi di selezione con bandi pubblici, attribuire un forte ruolo di indirizzo delle parti sociali. �La formazione continua – si legge in una nota della Confindustria – costituisce una necessit� e una responsabilit� condivisa tra l’impresa e le sue risorse umane. L’accordo incoraggia e incentiva questo tipo di investimenti da parte di entrambi i soggetti confermando la scelta della bilateralit� in materia di formazione come il modello pi� adeguato per dare reali risposte alle esigenze di competitivit� delle imprese e per garantire l’occupabilit� dei lavoratori, obiettivo primario delle politiche attive promosse in sede europea�. Per la Cisl si tratta di una svolta storica: �L’accordo – dice il segretario confederale, Raffaele Bonanni – � di fondamentale importanza e realizza uno dei punti qualificanti della nostra strategia di concertazione per lo sviluppo e l’occupazione. Con i fondi interprofessionali – continua Bonanni – siamo in grado di superare lo svantaggio attuale e risalire alle prime posizioni a livello internazionale�. Contro l’intesa si schiera Ugl, il cui vicesegretario generale Paolo Segarelli auspica che il ministro del Welfare, Roberto Maroni, non ratifichi l’accordo.

Gioved� 31 Gennaio 2002