“Intervista” Zucchelli(Coop Estense): saremo più pugliesi che emiliani

11/04/2003

L A G AZZETTA D EL M EZZOGIORNO




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11 aprile 2003
PUGLIA & BASILICATA
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Intervista
Parla il leader della Coop Estense: così funzionerà la nuova cooperativa

mista Nord-Sud
Ipercoop sbarca a Bari

Il presidente Zucchelli: saremo più pugliesi che emiliani



Bari  

È un ponte economico tra l’Emilia e la Puglia: una grande cooperativa,
la Coop Estense, terza tra le 9 che operano in Italia, che parla un po’emiliano,
un po’ pugliese. E, tra una decina di anni, «parlerà più pugliese che emiliano»,
come afferma il suo stesso presidente, Mario Zucchelli. Modenese, capelli
brizzolati su un viso giovane, sempre innamorato del lavoro che fa, o meglio
dei valori della coooperazione che, ci tiene a sottolineare, «non si identifica in
nessun partito».
Coop Estense è sbarcata ieri a Bari con l’apertura di una grande Ipercoop, da

10mila mq, inserita in una galleria commerciale di 35mila mq e una cinquantina
di negozi. Ma in Puglia conta già strutture analoghe a Taranto, Lecce, Foggia,
Andria e Barletta. Siamo abituati a sentire parlare di cooperative tosco-emiliane
ma questa è una cooperativa, e di che dimensioni, emiliano-pugliese.
E a Zucchelli chiediamo, prima di tutto: perché la Puglia?

«Negli anni ’80 ci siamo posti il problema dello sviluppo del Paese, coscienti che

si poteva essere soggetto reale di questo sviluppo soltanto se si acquisiva una
dimensione nazionale, dunque espandendoci nel Mezzogiorno. Ma il gruppo
dirigente, cui io appartengo, fece uno sbaglio: abbiamo pensato di riprodurre
nel Meridione la stessa logica di sviluppo che aveva avuto tanto successo nel
Centro-Nord: i consumatori, lo spaccio, qualche negozio, un’impresa, più imprese.
Ma questa strategia che tentammo, aprendo punti vendita sia a Bari che a Noicattaro
ed Ostuni, portando know how (conoscenze) e attrezzature, puntando sui discount
(basso costo), non ha funzionato e questi punti vendita sono falliti».
Dunque, questo sofferto «sbarco» in Puglia arriva da lontano.

Perché, a quel tempo, non funzionò?
«Perché non erano produttive le condizioni storiche in cui quelle logiche, nel mercato

pugliese, avrebbero potuto aver successo». Il dottor Zucchelli ama la Puglia e si vede,
e non vuol dire apertamente che la cultura della cooperazione, in Puglia, e nel Sud è
arrivata con notevole ritardo.
Ma a quanto pare Coop Estense non si è arresa: forse perché considerava e

considera la nostra regione la punta più avanzata, economicamente,
del Mezzogiorno, la regione meridionale che un giorno non lontano farà
concorrenza al tanto decantato Nord-Est? E come è andata avanti?
«Negli anni 90 il signor Coin, dell’omonima catena tessile, assieme ad una struttura

alimentare veneta decise di fare una joint venture, un accordo commerciale, divisa
tra Puglia e Veneto. Quella pugliese si chiamò Mongolfiera (da cui il nome dell’attuale
galleria commerciale ndr). Ma la joint venture non funzionò e il signor Piergiorgio Coin
propose di vendere la sua rete, una struttura a Taranto ed una a Foggia, ad una società
francese chiamata "Continente" che poi è stata assorbita da Carrefour.
Allora abbiamo capito che, se questa società francese si fosse appropriata del
mercato pugliese per la grande distribuzione, in Puglia la cooperazione non sarebbe
mai arrivata. Perciò, siamo entrati in gara con "Continente" e abbiamo acquistato noi
le strutture vendute da Coin. La struttura di Taranto perdeva, allora, tra i 5 e i 7 miliardi
al mese. Noi, Coop Estense, siamo subentrati nel ’92 e l’anno seguente abbiamo portato
il bilancio in attivo. Il che dimostra la validità del modello emiliano, se con le dovute
correzioni apportate per adattarsi alla cultura pugliese».
La Puglia, Bari in particolare, ha una mentalità commerciale fortemente
individualista. A Bari avete avuto problemi particolari, rispetto agli altri centri
pugliesi, visto che aprite dopo 5 anni di vicissitudini?
«L’amministrazione comunale e anche quella regionale si sono mostrate molto disponibili.

C’era il timore di una sorta di colonizzazione, con nostri prodotti e nostro personale.
Ma non è la nostra filosofia. Il personale, circa 1700 lavoratori per oltre 145 milioni
di euro di salari, è tutto pugliese, prevalentemente, qui a Bari, barese e della provincia.
Quanto ai prodotti, noi abbiamo esportato i prodotti pugliesi, che sono tra i migliori
d’Italia e d’Europa, nella nostra Emilia con molto successo. Figuriamoci se veniamo
qui a colonizzare con i nostri prodotti! È vero, però, che qui a Bari, più che in altre
realtà, abbiamo avuto il problema di vederci identificare in un partito.
Ma ormai stiamo facendo capire a tutti i pugliesi che la Coop non appartiene proprio
a nessun partito…».

Cristiana Cimmino