“Intervista” Venturi: «Stimolare i consumi o arriverà la vera crisi»

25/11/2002

23 NOVEMBRE 2002

 
 
Pagina 9 – Economia
 
 
I COMMERCIANTI
Marco Venturi (Confesercenti): tariffe colpevoli dei rincari
"Stimolare i consumi o arriverà la vera crisi"
          150 euro Bastano 150 euro in più in busta paga per rilanciare molto la domanda


          ROMA – Pochi soldi subito. Centocinquanta euro che dovrebbero entrare nelle tasche degli italiani – o meglio delle famiglie meno abbienti premiate dalla riforma Tremonti – con la busta paga di novembre. Giusto in tempo per le spese di Natale. E´ la proposta di Marco Venturi, presidente della Confesercenti, per uscire dalla «pericolosa» piega assunta dall´inflazione. «Un gesto che non comporterebbe costi aggiuntivi perché non farebbe altro che anticipare gli effetti della riforma fiscale».
          Presidente, 150 euro in più a fine mese cosa cambierebbero?
          «La cifra non è alta, ammetto, anche se per i redditi bassi rappresenta comunque una boccata d´ossigeno. Ma al di là della somma l´atto sarebbe visto come la dimostrazione che il governo ha preso a cuore i problemi legati al calo della domanda. Un gesto che aiuterebbe i consumatori a ritrovare la perduta fiducia»
          Da dove parte questa impennata nel costo della vita?
          «Dai servizi, non vi è dubbio: assicurazioni, banche e quant´altro»
          Non anche da un aumento dei prezzi al dettaglio?
          «Non escludo che l´arrivo dell´euro abbia prodotto modesti adeguamenti al rialzo e non nascondo che negli ultimi tempi – grazie al lievitare dei prezzi alla produzione – qualche ritocco ai listini c´è stato. Ma il cuore del problema sta nel livello delle tariffe e nell´ormai grave clima di sfiducia: stiamo arrivando alla stagflazione, serve una spinta immediata. Noi per esempio abbiamo prorogato fino a fine marzo l´accordo per il blocco di listino su alcuni prodotti simbolo»
          Lei parla di stagflazione in arrivo, ma Confindustria smentisce
          «Non capisco come si possa essere ancora ottimisti di fronte ad una crescita vicina allo zero».
          (l.gr.)