“Intervista” Venturi: non è con i trucchi che si rilanciano i consumi

17/07/2003



 Intervista a: Venturi (Confesercenti)
       
 



Intervista
di

Vittorio Locatelli
 
17.07.2003
Venturi (Confesercenti): non è con i trucchi che si rilanciano i consumi delle famiglie

MILANO «È una bolla di sapone». Il presidente
della Confesercenti, Marco Venturi, non usa mezzi termini per definire il Dpef.
Che impressione ha del documento di Programmazione?
«L’ho definito una bolla di sapone perché obiettivamente ci è stato detto molto poco. Una cosa vuota. Ci sono stati dati alcuni dati essenziali economici e ci è stato detto che due terzi saranno di una tantum. Non servono “trucchi”, ma atti concreti che creano condizioni positive per le famiglie e le imprese. Questo modo di procrastinare i problemi, non di affrontarli e risolverli non porta da nessuna parte.
L’altra cosa è che non va bene il metodo, perché nel Patto per l’Italia avevamo concordato e firmato che a ridosso del Dpef, e quindi della manovra
economica, si sarebbe aperta una sessione di
confronto tra governo e parti sociali. Invece
ci siamo trovati di fronte ad un incontro molto «leggero» e quindi il nostro giudizio è stato che al “nulla” non possiamo rispondere con delle valutazioni».
Un incontro per dirvi che vi faranno avere il documento?
«Lo motivano così: il Dpef di fatto sono due numeri, il Pil e l’indebitamento, il resto è materia della Legge Finanziaria. È evidente che su questo confronto hanno pesato i problemi interni alla maggioranza. L’impressione netta è stata che la maggioranza non poteva aprire un confronto con le parti sociali prima di riuscire a definire una posizione comune interna al governo».
Ma vi è stato possibile esprimere le vostre idee?
«Siamo intervenuti, abbiamo fatto degli accenni a quello che sono le nostre aspettative. Certamente non era un confronto, abbiamo buttato lì delle cose che non credo abbiano grandi prospettive, perché non avevamo nulla con cui misurarci. Abbiamo per esempio detto che bisogna completare la riforma
fiscale, intervenire sull’Iva per il turismo, sull’Irap soprattutto per la parte relativa all’occupazione,
parlato di acqua ed energia come temi da affrontare con rapidità. Siamo coscienti che non siamo in tempi di vacche grasse e grandi cose magari non si possono fare. Ma non ci si può aspettare da noi le lodi del fiume arido».
Ma il confronto vero e proprio quando partirà?
«Dovrebbe partire dopo il varo del Dpef, stasera (ieri ndr) c’è il consiglio dei ministri e spero che il documento ci sia, vedremo. Comunque non c’è alcun calendario di incontri fissati. Dopo i primi interventi perplessi delle parti sociali lo stesso Berlsusconi ha detto che si aprirà il confronto dopo
il varo. Ma comunque con la formula dei confronti settoriali, che può essere utile per affrontare i problemi specifici, ma è negativa perché escluderebbe una valutazione più generale e politica del Dpef. Ma anche negli incontri settoriali non ci limiteremo a parlare di commercio, turismo e servizi: parleremo dell’economia nel suo complesso, della necessità di rilanciarla, del fatto che secondo le nostre previsioni la pressione fiscale rimarrà al 41,8 per cento nel 2004 come già previsto nel 2003. Il governo parla di una riduzione
dello 0,5 ma io sono scettico. C’è abbondante
materia di preoccupazione da parte nostra, perché eventuali aggiustamenti positivi sarebbero compensati da altri negativi»