“Intervista” V.Tassinari: «La ripresa dei consumi resta lontana»

24/03/2004

sezione: ECONOMIA ITALIANA
data: 2004-03-24 – pag: 18
autore: V.CH.Vincenzo

Intervista

Vincenzo Tassinari (presidente di Coop Italia)
«La ripresa dei consumi resta lontana»
MIlANO • «Qualche segnale positivo sui consumi c’è ma credo che ci vorranno parecchi mesi, e un cambiamento nello scenario del mercato e nella politica economica, per poter parlare di ripresa; il potere d’acquisto dei consumatori è oggi fortemente eroso». Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia (la principale centrale acquisti della grande distribuzione, con una quota del 20% circa del business) resta quindi molto cauto sulla dinamica dei consumi delle famiglie. Cosa frena gli acquisti?
Le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese. I comportamenti di spesa sono radicalmente cambiati.
Quali sono i vostri risultati?
Abbiamo avuto un andamento positivo a gennaio, che conferma le rilevazioni Istat. Le vendite Coop sono cresciute in generale del 12% e poco più. In febbraio però abbiamo registrato una brusca frenata. Il bimestre si chiude con un incremento intorno al 10,1 per cento. A marzo c’è stato nuovamente qualche timido segnale di ripresa, ma ci vorrà tempo. Dobbiamo aspettare almeno aprile.
Come si annuncia la Pasqua?
È una grande scommessa in questo momento. Ci stiamo preparando a fare promozioni massicce sui prodotti da ricorrenza, tipici del periodo. Poi, più in generale, le cooperative del sistema Coop si stanno muovendo per varare iniziative in difesa dei consumatori, mantenendo ad esempio i prezzi di un vasto paniere di prodotti bloccati fino a fine anno. Oggi servono messaggi molto forti all’indirizzo dei consumatori, che devono recuperare potere d’acquisto. Sarebbe opportuno che anche l’industria partecipasse in maniera attiva.
Ma molte imprese sono già impegnate in questa direzione. Alcuni gruppi sì, hanno mantenuto i listini stabili. In altri casi invece si sono determinate delle tensioni. Invece per rilanciare i consumi occorrerebbe uno sforzo corale, dell’intera filiera. Ci vuole tempo però. In questo momento si ragiona a medio-lungo termine. Se non si innesta di nuovo un circuito virtuoso tra redditi e consumi non si muoverà nulla. C’è una guerra dei prezzi e delle promozioni in atto tra le catene distributive, ma non basta, occorrerebbe fare di più. Servirebbero grandi campagne nazionali accanto a quelle sviluppate a livello locale.
Cosa compra la gente oggi?
Non c’è più il cosiddetto fascino della merce. I consumatori sono oculatissimi, molto attenti a evitare gli sprechi. È finita l’epoca del consumatore-grossista. Si compra quello che serve e si spende il meno possibile. I discount infatti marciano a pieni giri e conquistano quote di mercato.
Questa situazione mette sotto pressione i conti delle imprese commerciali?
Mi aspetto nuove manovre di assestamento della rete commerciale. Il punto di equilibrio dopo l’ingresso massiccio degli stranieri non è stato ancora raggiunto. Ci saranno nuove acquisizioni da parte dei big d’Oltralpe.